di Gordon Brasco
Mostrare la tragicità di certi eventi attraverso gli occhi di un bambino può essere un’arma potentissima, soprattutto se parliamo degli orrori della guerra e a maggior ragione del periodo nazista…Robero Benigni con la sua La vita è bella (film del 1997 vincitore di tre Oscar) ne sa qualcosa. Ma c’è qualcosa di troppo zuccherino nella narrazione del regista di Downton Abbey (serie tv trasmessa su Rete4), qualcosa di troppo “morbido” che vi lascerà da subito uno stomachevole sapore dolciastro in bocca. Troppo evidenti le intenzioni buoniste del regista che, esagerando nel cercare di creare un film intenso, rendono la storia una favoletta buona per anime candide in cerca della lacrimuccia liberatoria in sala per poter mostrare a tutti (e a se stessi) quanto si è sensibili. Bastasse un film per allenarsi ad essere sensibili saremmo i primi a invocare proiezioni settimanali del Incompreso (film del 1966 diretto da Luigi Comencini) in ogni scuola o liceo della nazione, in realtà qui le intenzioni sono altre, ovvero portare in sale tutto quel pubblico che non vede l’ora di tirar fuori il fazzoletto per sfogarsi un po’. Obiettivo legittimo ma che non assicura di trovarsi di fronte a un capolavoro. Ed è proprio questo il caso: Storia di una ladra di libri è un film piacevole, un po’ troppo melenso, ma costruito con capacità narrativa indiscutibile per un pubblico che prevalentemente adora i “drammoni” strappalacrime meglio se interpretati da bambini.
Zuccherino Il cast lavora compatto alla riuscita del dramma, mostrando a fasi alterne facce contrite e sguardi sofferenti da Oscar della contrizione…tra tutti Geoffrey Rush (vincitore dell’Oscar per l’interpretazione di David Helfgott nel film Shine del 1997) che è un grande attore e che un po’ ci pare sprecato in questa particina. Completano il quadro una fotografia che alterna interessanti ricostruzioni storiche a banalissimi interni e un finale che anche alla Disney, cultore dei buoni sentimenti per eccellenza, si sarebbero fatti dei problemi ad avallare per quanto «zuccherino». Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi dipende: la storia è piacevole, si srotola facilmente da un accadimento all’altro portando lo spettatore dentro a un dramma angosciante e terribile, ma il regista ha esagerato con il suo voler commuovere lo spettatore con una narrazione che cerca in tutti i modi di strizzarvi le ghiandole lacrimali. Perciò se quello che state cercando è un bel dramma che vi faccia usare un pacco di fazzoletti al cinema siete stati accontentati, la storia della giovane Liesel è fatta apposta per voi.
Un film di Brian Percival. Con Geoffrey Rush, Emily Watson, Sophie Nélisse, Ben Schnetzer, Nico Liersch. Titolo originale The Book Thief. Drammatico, durata 125 min. USA, Germania 2013. 20th Century Fox.
Trama: La giovane Liesel, traumatizzata dagli orrori della Germania durante la Seconda Guerra Mondiale, trova sollievo rubando libri e condividendoli con altre persone. Nel frattempo, sotto le scale della sua casa, i genitori adottivi hanno creato un rifugio per ebrei.
Perugia
Gherlinda: 16.15 / 19.10 / 22.05
Uci Cinemas Perugia: 17.00 / 19.50 / 22.30
Foligno
Multisala Clarici: 17.30 / 20.00 / 22.30
Terni
Cityplex Politeama Lucioli: 17.30 / 20.15 / 22.35
The Space: 16.00 / 19.15 / 22.15
