©️Fabrizio Troccoli

di Carlo Forciniti

Ventinove vittorie su trentuno tra regular season e playoff. È il bottino della Sir Susa Scai nell’annata di grazia 2025-2026. È la fotografia di un dominio. Di una stagione interpretata da primadonna assoluta della Superlega. Bella e impossibile da conquistare, per le avversarie.

È la storia di una squadra che in Italia ha ridotto via via la folta e competitiva concorrenza in sparring partner. Messa inesorabilmente all’angolo come un pugile cui vanno dati solo gli ultimi colpi prima dell’inevitabile ko tecnico. A 197 giorni di distanza dall’esordio vincente a Monza, Perugia alza al cielo il terzo scudetto della propria storia al termine di un cammino sostanzialmente immacolato. Da schiacciasassi.

Partenza sprint Giannelli e compagni partono a razzo. L’alba di regular season di Superlega inaugurata con un 3-1 esterno sul Vero Volley procede senza intoppi. La Sir macina vittorie. Sei nelle prime sei gare. In questo filotto inaugurale cadono vittime illustri: Civitanova e Modena su tutte. 

LE FOTO DELLA PARTITA E DEL TRIONFO DELLA SIR

Balckout L’approccio bianconero è al di sopra di ogni sospetto. La sfida con Verona del 16 novembre può rappresentare una sorta di primo esame di maturità: che Perugia stecca. Almeno in parte. Perché si arrende in casa al tie break. La settimana successiva contro Trento ed in quella che allora rappresentava la principale rivale di Colaci e soci in ottica scudetto, l’occasione di un pronto riscatto. Che non arriva. L’Itas vince 3-1. Il presidente Sirci “sente” che qualcosa non va e sprona la squadra. Con toni fermi. Per certi versi anche duri. Ma costruttivi. E che visti in prospettiva danno gli effetti sperati. 

Rullo compressore Perché? Perché da quel momento la Sir Susa Scai non sbaglia più nulla. In campionato è un rullo compressore come testimoniano i 14 successi su 14 per archiviare la regular season che vive più di una tappa chiave nel girone di ritorno. Con Modena, arriva la prima vera svolta. Mentre la Sir Susa Scai supera i canarini, Trento scivola contro Verona. Perugia si porta a +2 sulla formazione di Mendez raggiunta proprio dagli scaligeri. Nella turno successivo, tutto facile per gli umbri a Cuneo, l’Itas cade con Modena e, di fatto, dice addio alla corsa al primo posto. In scia resta solo Verona che ambisce al sorpasso. Ma prima delle Final Four di Coppa Italia si materializza l’allungo decisivo. La Sir Susa Scai espugna Padova senza particolari problemi. In contemporanea, Verona cade in casa contro Civitanova e si ritrova a -5 dai Block Devils. Un gap corposo ad una manciata di turni dalla fine della regular season. Che diventerà poi incolmabile. La matematica certezza del primato in classifica che vale anche al qualificazione alla Champions League 2026-2027 matura proprio a Verona. Il delitto perfetto.

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Dominio Perugia approccia la post season con la voglia di continuare a fare la voce grossa. Nei quarti di finale, Monza viene battuta in tre partite tra qualche alto e basso di troppo. Ma anche se la squadra di Lorenzetti non gioca la migliore pallavolo possibile, riesce comunque a vincere. Non un dettaglio. Con Piacenza si alza il livello di difficoltà. E, contestualmente, sale di livello anche la Sir, a tratti splendente come impone una serie di semifinale contro un avversario insidioso come la Gas Sales. A Pasquetta è 3-1. Al PalaBanca, stesso risultato. Nel decisivo terzo atto, un più perentorio 3-0. Perugia si qualifica alla finale con il vento in poppa e aspetta. Aspetta di conoscere l’avversario che uscirà da una semifinale agonica tra Verona e Civitanova che dopo cinque battaglie sorride alla Lube. 

Lieto fine A contendersi il tricolore sono ancora Perugia e Civitanova. La finale più attesa. La finale più giocata nella storia della Superlega. Che a differenza di quanto accaduto in quattro precedenti su cinque, sorride alla truppa del patron Sirci. In appena tre partite. Un epilogo a senso unico difficilmente pronosticatile alla vigilia. Ma che è l’ultimo dato, l’ultimo atto che certifica un dominio lungo 197 giorni. Fatto di ventinove vittorie in trentuno partite. No, non c’è refuso.

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