di Carlo Forciniti
«Ohi ohi ohi, ohi ohi ohi, Oleh Plotnytskyi segna per noi». Al PalaBarton Energy il coro in questione rivolto al martello ucraino è una delle colonne sonore più in voga tra i tifosi durante le partite. Al PalaBarton e non solo, dato che il pubblico di fede Sir non fa mai mancare il proprio sostegno anche lontano da Perugia.
Macchia bianca Così è stato pure a Torino, all’Inalpi Arena, dove la macchia bianca rappresentata dai Sirmaniaci e dalla Curva Nord era per distacco la più numerosa alla Final Four di Champions League appena andata agli archivi. E soprattutto la più calda. Trascinante. Coinvolgente. Portatrice sana di energia per Giannelli e compagni.
Protagonista Il coro di cui sopra si è udito in più di un frangente sia nel corso della semifinale che in finale. Plotnytskyi ha archiviato la sfida contro Varsavia con dieci punti ma soprattutto con tre ace utili per soffocare sul nascere le velleità di rimonta del PGE Projekt. In finale si è poi reso protagonista di un avvio sontuoso corroborato dai numeri: sette punti con un muro, il 55% in attacco e il 67% in ricezione. Un mix di incisività ed efficacia su più fronti in un ultimo atto chiuso in doppia cifra (12) e che ha raccolto inevitabili consensi tra i 600 tifosi circa accorsi a Torino per spingere Perugia verso l’appuntamento con la storia. Con un’altra pagina di storia.
Supporto unico In mixed zone e a dado abbondantemente tratto, continuava a risuonare l’eco dei cori dei supporter bianconeri rimasti fino all’ultimo per godersi il più possibile una serata tra le più dolci della società del patron Sirci. «Hanno vinto anche loro – ha dichiarato Plotnytskyi in zona mista -. Purtroppo non hanno al collo la medaglia ma è come se ce l’avessero anche i tifosi». Che al rientro della squadra a Perugia hanno accolto a dovere i bis campioni d’Europa.
Senza parole Un successo che ha reso particolarmente orgoglioso Plotnytskyi. «Vincere la Champions League per la seconda volta consecutiva ed oltretutto da campioni d’Italia è un qualcosa che non si può descrivere a parole. Non avrei mai immaginato di giocare così bene in finale contro lo Zawiercie. Abbiamo fatto qualcosa di grande. Il lavoro paga, sappiamo sempre venire fuori dai momenti di difficoltà».
Pietra angolare Lo schiacciatore ucraino sarà una delle pietre angolari dalle quali ripartirà Perugia. Uno dei leader che dovrà trasmettere ai nuovi arrivati cosa vuol dire far parte della Sir. Di una squadra che nel cambiamento all’interno del roster, troverà nuove motivazioni per provare a raggiungere l’obiettivo conclamato dalle parti del PalaBarton Energy: andare a caccia di finali. Che con Lorenzetti è un’assicurazione sulla vittoria…
