di Carlo Forciniti
Dietro i canti e i cori, i balli e i salti di cui durante la partita si rendono protagonisti i Sirmaniaci e i tifosi della Curva Nord, c’è molto di più. Ci sono emozioni intime e altre più condivise. C’è anche spazio per la scaramanzia, che nel mondo dello sport non riguarda solo i protagonisti in campo.
Ci sono inoltre, affare non secondario, rapporti ed amicizie che si coltivano dal nulla. E che possono unire realtà e tifoserie molto diverse tra loro. Per lingua e cultura. Come è il caso di Perugia e Berlino ma non soltanto.

Feeling «Per nostra scelta – spiega a Umbria24 Gianni Eraclei dei Sirmaniaci – non siamo gemellati con nessuno ma si possono comunque instaurare rapporti particolari. Come con i tifosi di Berlino che abbiamo accolto in un certo modo quando Perugia ha giocato in casa contro il Recyclig, e che hanno contraccambiato l’accoglienza nella partita di ritorno in maniera straordinaria. Siamo stati tutto il giorno con loro, ci hanno portato in giro in lungo e in largo per Berlino. Ma c’è di più: perché cinque rappresentanti della loro tifoseria saranno con noi a Torino. Una bella cosa, sono persone fantastiche».
Gesto nobile C’è poi un altro aneddoto particolare e che rimanda alla Final Four dello scorso anno che per la Sir è terminata in maniera trionfale. «I tifosi dello Jastrzebski Wegiel – racconta Eraclei – dopo aver perso la semifinale contro lo Zawiercie ci hanno dato in prestito i loro materiali come i tamburi per poter farci sentire ancora di più dagli spalti di Lodz. Un gesto bellissimo».
Scaramanzia A proposito di gesti e come è normale che sia, tra la tifoseria non manca la scaramanzia. «Ci si può appellare a diverse cose, racconta Simone Billorusso della Curva Nord. Ognuno ha i propri riti. Sir favorita? Ah, i favoriti sono sempre gli avversari».
A proposito di scaramanzia…
