Foto: Michele Benda / Sir

di Carlo Forciniti

Una marcia trionfale. È quella di cui si è resa protagonista la Sir Sicoma Monini nell’edizione di Champions League appena conclusa con la Final Four di Torino e archiviata vincendo tutte le partite.

La fotografia di un trionfo. Una prova di forza continuativa che dà ulteriore sostanza all’impresa compiuta dalla truppa del patron Sirci. Che non si ripeteva da sette anni. Dal 2019. Dal successo della Lube.

Percorso netto Perugia ha dominato in lungo e in largo la manifestazione inaugurata il 10 dicembre dal 3-1 interno rifilato a Praga davanti a più di 3.000 spettatori. Non male per una partita infrasettimanale in pieno inverno. Cose che solo dalle parti del PalaBarton Energy. Poco meno di un mese più Perugia torna in campo per la seconda giornata della Pool C in cui soffre ma passa a Las Palmas. Contro il Guaguas va sopra 2-0, subisce la rimonta degli spagnoli, per poi imporsi al tiebreak. Il 21 gennaio, Giannelli e compagni regolano 3-0 Berlino di fronte al proprio pubblico. Tre partite, tre vittorie. Il modo migliore per archiviare il girone d’andata. Scavallato il giro di boa, nulla da fare per il Guaguas che cade 3-1. Tutto facile (3-0) a Praga il 12 febbraio, quando i bianconeri staccano il pass per i quarti di finale. Normale amministrazione anche a Berlino. Davanti a più di ottomila spettatori vogliosi di sostenere il Recyclyng ma attratti anche dal richiamo di una delle massime potenze europee, Perugia vince in scioltezza senza concedere nemmeno un set. Il girone viene chiuso a quota 17 punti. Solo Ankara fa meglio con 18.

Vecchia conoscenza Nei quarti, è di nuovo Sir-Guaguas. Un avversario tenace. Mai domo. Che tende a ‘sporcare’ le partite. Che costringe Colaci e soci a tenere costantemente saldi i nervi. Un aspetto che tornerà utile nel finale di stagione tra playoff scudetto e fase decisiva della Champions League. All’andata si ripete il copione del secondo turno della Pool C. La Sir scappa, va avanti 2-0, viene ripresa, rischia ma altre break è più lucida. Meno patemi al ritorno, archiviato con un secco 3-0.

Final Four a senso unico La squadra di Lorenzetti si qualifica per la Final Four per la seconda volta di fila. Da campione in carica. Ed è come se avesse un bersaglio grosso sulla schiena. Come è normale che accada ai favoriti o giù di lì della competizione. Ma all’Inalpi Arena di Torino, Varsavia non può nulla in semifinale. Annichilita. Spazzata via. Se non fosse per le prove di rimonta al tramonto del terzo set risultate vane. In finale, è di nuovo Sir-Zawiercie come un anno prima. Ma questa volta, l’ultimo atto è meno agonico. Ma ugualmente trionfale per i bianconeri che dominano i gialloverdi confermandosi campioni d’Europa e campioni di tutto.

Marcia trionfale Senza andare troppo indietro nel tempo e guardando al ruolino di marcia delle ultime edizioni, nel 2025 Perugia aveva perso solo una partita. Due le vittorie lasciate per strada da Trento nel 2024. Tre le sconfitte dello Zaksa nel 2023 e nel 2022, una sola nel 2021. Come detto, l’ultima squadra a vincere la Champions senza perdere una partita era stata la Lube nel 2019. Ora, il testimone è passato alla Sir Sicoma Monini che ha ‘salutato’ Torino con una marcia trionfale. Con una prova di forza inaugurata a dicembre e terminata a maggio.

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