di Gordon Brasco
Non è mai facile raccontare la vita di qualcuno che è (o è stato) un simbolo per milioni di persone, il pericolo di scadere nella retorica, o peggio, nell’adulazione, è sempre dietro l’angolo. Ma anche dissacrare un mito può portare guai, orde di fanatici sono pronte a tutto per difendere l’icona del personaggio che venerano…basti pensare a un film cult come «Gandhi» (del 1982 diretto da Richard Attenborough): Ben Kingsley subì per anni minacce di ogni tipo per aver impersonato il Mahatma, tanto che per molto tempo gli fu impossibile recarsi in India. Sarà per questo che pochi si sono azzardati negli anni a raccontare la storia di Martin Luther King, la sua vita e soprattutto la sua morte rimangono per gli Stati Uniti d’America un passaggio molto delicato della loro giovane storia. Ava DuVernay (premio al miglior regista di un film drammatico al Sundance Film Festival del 2012 per «Middle of Nowhere») affronta uno dei passaggi più importanti della storia del reverendo King, quello della manifestazione nella città di Selma, in Alabama, per manifestare pacificamente contro gli impedimenti opposti ai cittadini afroamericani nell’esercitare il proprio diritto di voto.
Appassionante King non è Superman, non è Napoleone e non è San Francesco: è un uomo con una visione politica nitida e una convinzione incrollabile nel suo raggiungimento…ciò vuol dire che sul suo cammino ci sarà spazio per la mediazione, il dubbio e anche la sconfitta, vita vera insomma e non favole patinate buone per i settimanali della domenica. King usa tutto ciò che ha a disposizione per raggiungere il suo obiettivo senza mai accontentarsi di compromessi al ribasso o accettando patti dettati da opportunità politica: ogni sua azione cerca di rafforzare il tentativo di allargare il più possibile il consenso ai diritti civili anche se questo vuol dire scontentare l’ala più oltranzista del proprio «gregge». Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi sì: il film è un perfetto mix di informazioni storiche e personali su uno dei grandi personaggi nel Novecento. La regista non si spaventa nel raccontare il simbolo americano dei diritti civili ucciso a Memphis il 4 aprile del 1968, anzi, è proprio la rappresentazione della sua umanità fatta anche di errori e sconfitte che imprime forza narrativa al film facendogli acquistare un interesse che se fosse rimasto circoscritto al solo ambito storico sarebbe forse piuttosto modesto. La storia convince e appassiona regalando al pubblico due ore emozionanti, perciò se state cercando un dramma storico-biografico o avete delle lacune da colmare sulla vita di Martin Luther King andate al cinema, non ne resterete delusi.
Un film di Ava DuVernay. Con David Oyelowo, Tom Wilkinson, Cuba Gooding Jr., Alessandro Nivola, Carmen Ejogo. Titolo originale Selma. Biografico, durata 127 min. Gran Bretagna 2014. Notorious.
Trama: Marzo 1965. La comunità nera della città di Selma, in Alabama, organizza una marcia verso la capitale dello stato Montgomery, che dista più di 80 chilometri, per protestare contro gli abusi subiti dai cittadini afroamericani.
Perugia
Gherlinda: 16.10 / 19.00 / 21.55
Uci Cinemas Perugia: 16.50 / 19.45 / 22.30
Comunale Sant’Angelo: 18.30 / 21.15
Foligno
Multisala Clarici: 17.30 / 20.00 / 22.30
Terni
The Space: 16.30 / 19.30 / 22.30
