di Gordon Brasco

Mettiamola così: avere un padre che ti soffia la ragazza non dev’essere proprio una passeggiata di salute. Neppure se il padre in questione è Hugh Laurie che di «salute» ne sa davvero più di qualsiasi attore tutt’ora in circolazione, l’ex Dottor House infatti torna al grande schermo (Stuart Little 2 regia di Rob Minkoff del 2002, Il volo della fenice regia di John Moore del 2004) con una commedia dolce-amara inaspettata. La storia non è particolarmente originale ma sono altri i fattori che la rendono interessante e al primo posto non poteva che esserci la performance degli attori protagonisti: Hugh Laurie si scrolla di dosso il camice del dottore più famoso della Tv per infilarsi come un guanto quelli di un normalissimo uomo di mezza età che s’innamora di nuovo. La sua interpretazione emotiva è perfetta, senza gli eccessi che ci saremmo aspettati da una commedia, ma con una dose di sobrietà e dolcezza da rendere naturale una situazione piuttosto inusuale (un uomo maturo con una ragazza così giovane) e decisamente contraria alle «regole sociali» americane ed europee.

La ricerca della felicità Una cosa del genere era stata tentata anche nel film italiano diretto da Sergio Castellitto La bellezza del somaro (del 2010) ma l’aspetto paradossale del film aveva avuto la meglio sul tentativo del regista di criticare un certo pensiero fintamente aperto e liberale, comune alla maggioranza della classe medio borghese italiana. Il regista Julian Farino invece tiene tutti gli elementi del film ben in equilibrio tra loro, con il risultato di descrivere in modo attento e delicato un evento che in fin dei conti non è altro che il solito tentativo di ricerca della felicità tra due persone uscite da delle delusioni amorose. La differenza d’età è al centro della commedia ma non viene dipinta dal regista come l’elemento negativo della storia, piuttosto è il motore che innesca tutte le reazioni, quelle si negative, che la società che circonda i due innamorati impone di fronte a una scelta così difforme dai canoni convenzionali. A sostegno della performance di Hugh Laurie interviene tutto il cast del film che determina una recitazione corale perfetta, azzeccatissima la scelta di Oliver Platt nei panni di Terry il capofamiglia degli Ostroff , un attore che ha una mimica facciale da Oscar.

Finale lungo e travagliato Cosa non ci è piaciuto? Il finale: lungo, travagliato e decisamente non in sintonia con le premesse del film, un po’ come se il regista si fosse pentito di tanta audacia. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo Scusa mi piace tuo padre? Secondo noi SI: è una commedia divertente, ironica ma molto ben curata sia nei dialoghi che nello svolgimento della storia, mai volgare o sopra le righe, piuttosto una denuncia del perbenismo cieco che infesta la nostra società ma gridato sottovoce, con garbo, per non spaventare gli spettatori e portarli a riflettere su alcuni temi senza forzature o punti di vista assoluti. Il finale poteva essere un po’ più coraggioso ma ci accontentiamo.

Un film di Julian Farino. Con Hugh Laurie, Catherine Keener, Leighton Meester, Allison Janney, Oliver Platt. Titolo originale The Oranges. Commedia, durata 92 min. USA 2011. M2 Pictures.

Trama: David e Paige Walling e Terry e Cathy Ostroff sono vicini di casa e intimi amici da molti anni. La loro tranquilla esistenza è sconvolta dal ritorno a casa per Natale, dopo cinque anni di assenza, della figlia degli Ostroff Nina. Nonostante le famiglie caldeggino un avvicinamento tra lei e Toby Walling, Nina sembra invece essere più attratta dal padre del ragazzo David. Quando il loro “scandaloso” rapporto diventa palese, la vita delle due famiglie viene irrimediabilmente stravolta, in particolar modo quella di Vanessa Walling, figlia minore di David e amica d’infanzia di Nina, e non passa molto tempo prima che le implicazioni della storia comincino ad avere effetti inaspettati ed esilaranti per tutti.

Perugia
Gherlinda: 17.40 19.45 21.55
Uci Cinemas Perugia: 17.40 20.00 22.20

Terni
Cityplex Politeama Lucioli: 16.00 18.00 20.35 22.35

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