Al carcere di Capanne, a Perugia, scatta lo sciopero della mensa. «Siamo abbandonati a noi stessi» spiegano le sigle sindacali Sinappe, Osapp e Uilpa. Uno stati di agitazione contro un adeguamento della pianta organica del carcere di Capanne considerato assolutamente insufficiente.
Sono tre le unità previste in aggiunta al personale che sulla carta, come spiegano i sindacati della polizia penitenziaria, conta quasi 250 unità, ma che in concreto, considerando stati di malattia e fuori sede, «è sotto alle 100 unità di fronte ad una popolazione carceraria che ne supera invece le 400. Doppi turni, riposi settimanali spesso impossibili, ore di straordinario ben oltre quelle pagate, congedi non goduti». E’ una situazione, come descritta dalle sigle sindacali, «pesantissima» che giudicano un’offesa l’adeguamento di personale comunicato a fine marzo. Perchè di unità ne servirebbero almeno 40. Dopo non aver ricevuto risposta alla lettera inviata al ministro, il primo passo della protesta passa ora dall’astensione della consumazione del pasto nella mensa obbligatoria di servizio. Con la promessa che se non arriveranno risposte la protesta andrà avanti con forme più incisive.
