“Il fatto che un anziano over 65 su tre in Umbria rinunci a curarsi è di una gravità assoluta e meriterebbe una riposta immediata da parte della Regione che, al contrario, continua a sventolare successi nell’abbattimento delle liste d’attesa, che non hanno però alcun riscontro nella realtà quotidiana che vivono le persone”.
Lo studio Ad affermarlo è Andrea Farinelli, segretario generale dello Spi Cgil dell’Umbria – il sindacato delle pensionate e dei pensionati che conta nella nostra regione oltre 50mila iscritti – che commenta così i dati del sistema di sorveglianza Passi d’Argento dell’Istituto Superiore di Sanità, riportati da Umbria24. Lo studio rivela che un terzo degli anziani umbri intervistati dichiara di aver rinunciato, nei 12 mesi precedenti l’intervista, ad almeno una visita medica o un esame diagnostico di cui avrebbe avuto bisogno, spesso proprio a causa delle liste d’attesa.
I rischi «È un dato molto superiore alla media nazionale, ma che purtroppo non ci stupisce – continua Farinelli – visto che da anni denunciamo e ci mobilitiamo contro il progressivo indebolimento del nostro sistema sanitario pubblico, la carenza di personale, la mancanza di programmazione e integrazione tra sanità territoriale e ospedaliera. Il rischio – conclude il segretario Spi – è che con gli ulteriori tagli alla spesa sanitaria decisi dal governo Meloni, questa situazione, già critica, divenga ancora più esplosiva. Per questo, già dai primi mesi del 2024, sarà necessario che la mobilitazione in difesa della sanità pubblica e dell’articolo 32 della nostra Costituzione riprenda e si intensifichi, a partire dall’Umbria».
