di Gordon Brasco
Un film del genere vent’anni fa sarebbe stato accolto con qualche perplessità, considerato più horror che dramma, perché chi mai avrebbe immaginato realistico nel mondo occidentale, segregare in casa una ragazza per decenni, abusare di lei, farle partorire un figlio e tenere entrambi rinchiusi? Poi l’horror si è fatto cronaca e sono venuti a galla i casi del Mostro di Marcinelle (al secolo Marc Dutroux), l’austriaco Wolfgang Priklopil (il carceriere di Natasha Kampusch che appunto inspira questo film) fino ad Ariel Castro chiamato dai media il mostro di Cleveland. Il regista Lenny Abrahamson fa subito la cosa giusta e sceglie di raccontare la storia dal punto di vista di Jack che ha cinque anni e tutto il suo mondo è la stanza nella quale fin da quando è nato è rimasto chiuso con sua madre: tutto sembra a portata di mano e perfetto nell’inconsapevolezza di un bambino che vive in simbiosi con la mamma, l’unico spavento? L’ombra di Old Nick che si materializza la notte per infilarsi nel letto della donna. Poi la storia cambia, Abrahamson decide di imprimere alla narrazione una marcia diversa e ci porta ancora più in fondo a quest’incubo assurdo, un azzardo che ad altri sarebbe costato caro mentre il regista irlandese dimostra una grande visione d’insieme capace di accompagnare lo spettatore in un thriller psicologico davvero inaspettato.
Eccezionale Larson Brie Larson fa un lavoro eccezionale (dopotutto si è guadagnata un Oscar per questa interpretazione) non solo nel reggere l’equilibrio drammatico del film ma soprattutto nel costruire il rapporto con il piccolo Jack che appare così spontaneo e vero da commuovere. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi sì: ci troviamo di fronte a un racconto angosciante e terribile, che ci mostra fino a che punto la crudeltà umana arriva a esprimersi con buona pace di chi crede ancora di vivere in una società moderna ed evoluta. Tutto in questo film funziona: la trama è tratta da una storia vera e il suo adattamento cinematografico è realistico e coinvolgente, gli attori sono tutti bravissimi e il regista ha saputo creare un delicato impianto drammatico che pian piano che la storia procede si fa sempre più sottile e inquietante…non sarà il film dell’anno ma di sicuro l’oscar a Brie Larson è strameritatissimo perciò correte al cinema.
Un film di Lenny Abrahamson. Con Brie Larson, Megan Park, William H. Macy, Jacob Tremblay, Joan Allen. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 118 min. Irlanda 2015. Universal Pictures.
Trama: Ma è prigioniera da sette anni in una stanza insieme al figlio Jack, di cinque. Jack non ha mai visto il mondo esterno e conosce solo la stanza in cui vive segregato dal loro carceriere, il Vecchio Nick. Ma è riuscita a creare per Jack una possibilità di vita, però sa che questo non è abbastanza, né per lei né per lui. Escogita così un piano per fuggire, ma non sa quanto potrà essere difficile il passaggio da quell’universo chiuso al mondo là fuori.
Perugia
Gherlinda: 16.40 / 19.25 / 22.10
Uci Cinemas Perugia: 17.10 / 19.50 / 22.30
Postmodernissimo: 15.45 / 18.00 / 20.15 / 22.30
Foligno
Multisala Clarici: 17.30 / 20.00 / 22.30
