di Gordon Brasco
Peccato che Emma Watson abbia lasciato in soffitta la bacchetta magica di Ermione, visto come ha recitato in questo «Regression» solo un incantesimo avrebbe potuto salvarla dalle critiche internazionali. Ma non è tutta colpa degli attori se già a metà film lo spettatore avrebbe voglia di alzarsi e andarsene, le responsabilità sono da dividere in egual misura anche per regia e sceneggiatura. Amenábar si dimentica di essere lo stesso regista di «Mare dentro» o «The Others» e invece di proporci un thriller angoscioso e coinvolgente ci presenta il polpettone della domenica, nato dal riciclo di mille altri film del genere, dove l’unica nota di originalità rilevata è sul font utilizzato per scrivere i titoli di coda. Lo sceneggiatore poi ha fatto anche di peggio, segno che o non aveva nessuna voglia di architettare una storia credibile o che non ne era capace; delle due l’una, fatto sta che i protagonisti s’invischiano in un crescendo di coinvolgimenti personali che non hanno alcuna giustificazione, peggiorati da accelerazioni nella narrazione che non solo non hanno senso ma contribuiscono a dare la mazzata definitiva a quel poco di credibilità che c’era nella vicenda, così che quando il dramma entra nella sua fase finale lo spettatore è già stanco della faccia contrita di Emma Watson e dei dubbi esistenziali di Ethan Hawke.
Un flop Dopotutto la regola principale di un buon thriller non è solo creare suspense per arrivare al finale della storia ma soprattutto essere credibile: se la storia non è verosimile e non coinvolge lo spettatore qualsiasi artificio preveda il copione non avrà effetto perché chi è in sala non si sentirà mai parte della storia; mettiamoci poi degli attori in pessima forma recitativa e il flop è servito. Belle le ambientazioni e la ricostruzione del microcosmo sociale in cui si muovono i personaggi, segno che da qualche parte la celeberrima cura nei particolari di Amenábar si è comunque fatta viva. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi no: Alejandro Amenábar è un grande regista e più di una volta ci ha stupito con i suoi film ma qui si dimentica ogni regola base del cinema d’autore. Non c’è credibilità nella storia e nei personaggi, non c’è un crescendo drammatico che risulti verosimile, non c’è una recitazione capace di appassionare il pubblico…insomma non c’è nulla per cui varrebbe la pena alzarsi dalla propria poltrona di casa e andare al cinema, perciò se avevate voglia di vedere questo «Regression» lasciate perdere e dirottatevi su qualche altro titolo.
Un film di Alejandro Amenábar. Con Ethan Hawke, Emma Watson, David Thewlis, Lothaire Bluteau, Dale Dickey. Thriller, durata 106 min. Spagna, USA 2015. Lucky Red.
Trama: In una cittadina del Minnesota, nel 1980, un uomo non ha memoria di aver abusato sessualmente di sua figlia, nonostante le molteplici accuse mosse contro di lui. Sullo sfondo, all’interno della piccola comunità, emergeranno storie controverse che potrebbero essere ricollegate a culti satanici ed eventi soprannaturali. L’uomo è innocente o colpevole?
Perugia
Gherlinda: 16.55 / 18.35 / 19.25 / 21.55
Uci Cinemas Perugia: 17.35 / 20.00 / 22.25
Foligno
Multisala Clarici: 17.30 / 20.00 / 22.30
Terni
The Space: 15.20 / 17.40 / 20.00 / 22.30 / 23.40
