di Gordon Brasco

Qual è l’ultimo mito italiano infranto? Cos’è che è iniziato negli anni ’50 e che è stato trasmesso alle generazioni successive come una verità sacrosanta, per poi dissolversi come neve al sole, lasciando milioni di giovani orfani di certezze ancestrali? Se avete risposto «posto fisso!» vi meritate un bel dieci e lode. Zalone torna con il suo quarto film e come sempre punta tutto su un affresco dissacrante della nostra società partendo questa volta dalla perdita del cosiddetto lavoro per tutta la vita, ultimo baluardo di un’economia che si è evoluta (o involuta secondo i punti di vista) complice una crisi economica feroce che ha imposto un cambiamento epocale nel mondo del lavoro, schiacciando come sempre l’elemento più debole del sistema, ovvero il lavoratore. Qualcuno ha letto il film come anti-renziano, qualcuno come anti-montiano, altri ancora come anti-capitalista: la verità è che Zalone non si preoccupa di fare politica, non fa editti o manifesti culturali… da bravo comico registra gli umori di chi ha attorno nella vita di tutti i giorni e non fa altro che riproporli in forma grottesca per farne satira. Il film è divertente, sguaiato senza eccedere e politically incorrect come solo Zalone può concedersi senza incappare nelle ire di pubblico e critica, però se confrontato con la verve dei lavori iniziali qualcosa è venuto a mancare: le gag sembrano molto più ragionate e questo dà quasi l’impressione che la spontaneità degli anni passati abbia lasciato il posto ad una preparazione dei copioni molto più professionale, dovuta forse all’ansia da prestazione di Zalone che ogni volta è chiamato a replicare i successi degli anni precedenti (non a caso il film esce dopo Natale senza scontrarsi direttamente con lo schiacciasassi Star Wars).

Zalone è tornato Menzione particolare la dobbiamo fare a Lino Banfi che dismessi per un po’ i panni del bravo nonnino d’Italia torna a calarsi nella commedia italiana un po’ trucida con una parte davvero gustosa, segno che la metamorfosi non è completa né irreversibile grazie al cielo. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi sì: Zalone è tornato e questa volta al centro della sua effervescente comicità c’è l’Italia del posto fisso, una chimera per i giovani d’oggi che la ricordano solo grazie ai racconti dei genitori o peggio dei nonni. Gag divertenti, poche battutacce ma buone e una trama come al solito molto lineare… forse manca la effervescenza iniziale dei film di Zalone ma dopo i grandi successi è normale che un comico cerchi conferme più che innovazione. Ciò non toglie che se state cercando una commedia divertente, irriverente e che non sia il solito film alla vaccinara di Boldi e De Sica allora non perdete tempo, questo «Quo vado?» è il titolo giusto per voi.

Un film di Gennaro Nunziante. Con Checco Zalone, Eleonora Giovanardi, Sonia Bergamasco, Maurizio Micheli, Lino Banfi. Commedia, Ratings: Kids+13, durata 85 min. Italia 2016. Medusa.

Trama: Checco Zalone è un impiegato dell’”Ufficio Caccia e Pesca”, alle prese con la mobilità che lo porterà a spostarsi in numerose località del nostro paese e del mondo. Il protagonista sarà disposto a tutto, pur di salvaguardare il proprio lavoro…

Perugia
Gherlinda: 14:30 – 15:30 – 16:00 – 16:20 – 16:50 – 17:50 – 18:40 – 19:10 – 20:10 – 21:00 – 21:30 – 22:00 – 22:30 – 23:00 – 23:20 – 23:50 – 00:20 – 00:50

Uci Cinemas Perugia: 14:30 -15:00 – 15:30 – 17:00 – 17:15 – 17:50 – 19:30 – 20:00 – 21:20 – 22:00 – 21:20 – 22:00 – 22:20 – 23:30 – 00:10 – 00:30

Foligno
Multisala Clarici: 15.00 – 17.00 – 19.00 – 20.45 – 22.40

Terni
The Space: 15:00 – 16:00 – 17:30 – 18:30 – 19:00 – 20:00 – 21:00 – 21:30- 22:00 – 22:30 – 23:20 – 00:01 – 00:30

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One reply on “«Quo vado?», Checco Zalone torna con un film divertente e sguaiato sul mito del posto fisso”

  1. Io non capisco tutte quelle polemiche su un film: se ti va lo vai a vedere se non no. Se non ti piace non ci vai più a vedere zalone e fine. bho…

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