di Gordon Brasco
Cosa c’è di più triste di un’operazione nostalgia fatta da Adam Sandler? Nulla, forse un film con Gordon Gekko che coltiva patate e parla agli animali, ma valutiamo il concretizzarsi di questa eventualità come abbastanza rara; in caso contrario siamo pronti a smettere di andare al cinema per intraprendere un percorso ascetico in Tibet. L’idea era più che buona: prendere tutte le vecchie glorie dei videogiochi anni ’80 e renderle protagoniste di una invasione aliena alquanto bizzarra: ecco allora Space Invaders, Pac Man, Super Mario, Q*Bert…insomma il paradiso per chi da piccoli ha passato ore in qualche bar o sala giochi a fulminarsi gli occhi su schermi dotati di manopole e pulsanti. Ma la felicità di rivedere i vecchi compagni d’infanzia svanisce presto sotto i colpi di una storia piatta come i videogames a 2D e come tutti i film di Sandler, uno che ha costruito il suo successo prestando il volto a filmetti vagamente ironici, buonisti, dalla retorica asfissiante e dai finali caramellati vietati a tutti i diabetici del mondo. Il regista è così concentrato a confezionare un film per coccolare un pubblico adulto (l’unico che può sapere cosa diavolo era Space Invaders) che non si rende conto di aver girato una specie di documentario indecifrabile per i giovani di oggi e così smaccatamente farcito di nostalgia alla «viale dei ricordi» da spazientire chi in quegli anni ha davvero giocato con quei videogiochi.
Operazione tristezza Il problema fondamentale del film è che Sandler non è Bill Murray e quindi non c’è genialità, non c’è trasgressione, non c’è quella vena di follia interpretativa che rende una sceneggiatura vagamente interessante qualcosa su cui misurare tutto il resto. Non a caso guardando il film vi verrà in mente «Ghostbuster» (film del 1984 diretto da Ivan Reitman) e non a caso Pixels ne uscirà con le ossa rotte perché la differenza sta tutta nel valore dei suoi interpreti e sul tipo di comicità usata per parlare allo spettatore. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi no: il regista dev’essere stato un grande frequentatore di sale giochi e ha riversato tutta la sua nostalgia per quegli anni in una pellicola che sembra quasi un lungo canto tragico piuttosto che una divertente passeggiata in mezzo a eroi virtuali che non ci sono più. Ironia agli sgoccioli e gag patetiche fanno il resto per questa operazione tristezza buona per una puntata di «Carramba che sorpresa» e similari. Sandler poi da il peggio di sé, rifilandoci la solita macchietta buonista senza mordente…avete voglia di farvi due risate con le invasioni aliene? Affittatevi «Mars Attack» di Tim Burton e lasciate Pac-Man tranquillo nel cassetto dei ricordi.
Un film di Chris Columbus. Con Michelle Monaghan, Peter Dinklage, Adam Sandler, Ashley Benson, Sean Bean. Commedia, Ratings: Kids+13, durata 100 min. USA 2015. Warner Bros.
Trama: Scambiando immagini di vecchi videogames classici (Space Invaders, Pac-man, Tetris, Arkanoid..) per una dichiarazione di guerra, una razza aliena attacca la Terra usando gli stessi videogiochi come schemi di attacco. Il Presidente degli Stati Uniti chiama allora il suo amico d’infanzia Sam Brenner, campione di videogames negli anni ’80 e il suo gruppo di amici nerd per sventare l’attacco e salvare la razza umana.
Perugia
Gherlinda: 16.30 / 17.30 / 19.00 / 20.00 / 21.30 / 22.30
Uci Cinemas Perugia: 20.00 / 22.25 / 22.40
Foligno
Multisala Clarici: 17.30 / 20.00 / 22.30
Terni
The Space: 17.00 / 17.30 / 19.30 / 20.00 / 22.00 / 22.30
