di Daniele Bovi
Un ballottaggio al quale Vittoria Ferdinandi, candidata sindaca del campo largo, si presenterebbe con un lieve vantaggio, ma anche un’amministrazione comunale tutto sommato promossa dai perugini e poi un testa a testa tra Fratelli d’Italia e Pd per quanto riguarda il ruolo di primo partito. A quasi due mesi dal voto dell’8 e 9 giugno è questo il quadro che emerge dal sondaggio commissionato da Umbria24 alla società WinPoll. Le 800 interviste completate sono state realizzate fra il 12 e il 17 aprile con metodo Cati-Cami, mentre il campione è stato ponderato per genere, fasce d’età e intenzioni di voto alle ultime politiche (il margine di errore con intervallo di confidenza al 99 per cento è del 2,5 per cento).
La fotografia Una prima fotografia della situazione a quasi due mesi dal voto e che, necessariamente, non può tener conto di alcuni fattori importanti come quello, ad esempio, delle liste: nomi e simboli andranno infatti depositati a inizio maggio, e non sono ancora conosciuti dalla gran parte degli elettori che a volte, come dimostrano alcune interviste realizzate in città dal nostro giornale, non sanno ancora chi sono i candidati sindaco; in tanti, come accade quasi sempre, si fanno un’opinione e decidono solo pochi giorni prima del voto. Poco noti i programmi inoltre nell’ambito di una campagna elettorale che, per certi versi, deve entrare ancora nel vivo. Un quadro che dunque andrà verificato con una nuova fotografia 15 giorni prima del voto, termine ultimo per la pubblicazione dei sondaggi.
Candidati L’analisi di Winpoll traccia lo scenario di una partita aperta, per decidere la quale servirebbe il ballottaggio del 23 giugno. Nelle intenzioni di voto Ferdinandi otterrebbe il 46,7 per cento, seguita da Margherita Scoccia con il 44,6; molto più staccati Massimo Monni di Perugia merita (3,2 per cento), Davide Baiocco di Alternativa popolare (2,5) e Leonardo Caponi del Pci (1,5).
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Liste Quanto alle liste, FdI e Pd sarebbero sostanzialmente appaiate al 23 per cento, mentre la lista del sindaco uscente (Fare Perugia-Forza Italia) otterrebbe l’8,4. Più indietro Lega (5,6), Perugia civica (3,4) e via via tutti gli altri. In casa centrosinistra il M5S si fermerebbe poco oltre il 6 per cento, mentre Anima Perugia (una delle due civiche di Ferdinandi) conquisterebbe il 5,4. Ampia, e questo è un altro fattore importante del quale tenere conto, la fascia degli indecisi: 25 per cento per i candidati e 28 per cento per le liste. In questo scenario Ferdinandi otterrebbe lo 0,5 per cento in più rispetto ai partiti della coalizione, Scoccia lo 0,4 in meno.
Fiducia e notorietà A proposito del grado di fiducia (i calcoli sono fatti tenendo conto di chi risponde «molta» o «abbastanza») per Scoccia si parla del 53 per cento, per Ferdinandi del 74 mentre tutti gli altri oscillano fra il 34 e il 38 per cento. La candidata del campo largo ottiene oltre il 70 in tutte le fasce d’età, mentre per Scoccia le percentuali più basse (46 e 47 per cento) sono per quelle degli under 30 e dei 30-44enni; per le altre invece si parla del 55 per cento fra i 45 e i 65 anni e del 61 per cento fra gli over 65. Ferdinandi è invece più indietro per quanto riguarda il grado di notorietà: 63 per cento contro il 75 di Scoccia, che ovviamente ha potuto beneficiare della visibilità ottenuta durante il quinquennio da assessora.
Il giudizio su Romizi Per quanto riguarda invece il giudizio sull’operato dell’amministrazione guidata da Andrea Romizi, per un quarto degli intervistati ha lavorato «molto bene», per il 33 per cento «più bene che male», per un 23 per cento «né bene né male» mentre per un 20 per cento la valutazione è nettamente negativa. Le percentuali di giudizi positivi sono più alte tra gli under 30 (60 per cento) e fra i 30-44enni (64 per cento), mentre nelle altre si oscilla fra il 53 e il 54 per cento. I giudizi favorevoli sono ovviamente connessi all’orientamento politico: oltre l’80 per cento di valutazioni positivi per gli elettori della maggioranza, con percentuali tra il 22 e il 42 per cento per tutti gli altri.
