di Carlo Forciniti
La prestazione peggio del risultato. Già di per sé negativo. Il pareggio interno del Perugia contro il Carpi alimenta le nuvole sopra Pian di Massiano, che già si erano (nuovamente) fatte corpose e minacciose dopo il ko di Piancastagnaio contro la Pianese. Una sconfitta frutto dell’ennesima prova insufficiente offerta dai grifoni. Le ultime due partite sbagliate dai biancorossi sono lo specchio di quanto visto durante tutto l’arco del campionato. Pochi i momenti positivi, tra l’altro tutti riconducibili all’era Tedesco-Gaucci-Novellino. Tante, troppe le partite no. Alcune da dimenticare. Ed ora, in una fase di stagione in cui si comincia ad intravedere la linea del traguardo, non si può che andare oltre i propri (diffusi) limiti per evitare una retrocessione in Serie D che ad oggi e non solo ad oggi rappresenta uno scenario possibile. Concreto. Una linea Maginot da non oltrepassare per non sprofondare nel baratro calcistico. Che avrebbe effetti non solo sul lato prettamente sportivo.
Illusione Dimenticare quanto accaduto contro il Carpi, però, sarebbe controproducente. Più produttivo capire le cause di una prestazione nel complesso scadente sul lato tecnico, fisico e mentale, al cospetto di un avversario che non rappresentava certo la crème de la crème del girone B. La vittoria in esterna contro la Sambenedettese unita ai sostanziali sforzi fatti nella sessione invernale di mercato sia in entrata che in uscita, sembravano aver rappresentato una svolta in positivo nel breve-medio periodo, all’interno di una stagione nata male fin da subito ma in parte raddrizzata dall’avvento del nuovo corso, e ancora raddrizzabile. E invece, il punto racimolato nelle ultime due partite ha fatto ripiombare il Perugia nelle proprie insicurezze. Ma Tedesco ha la fiducia di proprietà e dirigenza. Resta al suo posto. Ed il primo a volerlo è il diretto interessato, deciso a non mollare e a fare il massimo per permettere alla squadra di uscire una volta per tutte dal fondo della classifica.
Due mesi decisivi Ora, per il Grifo è alle porte un turno di sosta (per via dell’uscita di scena dal campionato del Rimini, ndr) mentre la concorrenza in fondo al girone B potrebbe muovere la graduatoria e rendere la situazione più complessa di quanto non lo sia già. Nei giorni che separano il ritorno in campo in programma sabato 28 febbraio contro il Pineto al Curi, il Perugia dovrà provare ad affinare la condizione apparsa non ottimale contro il Carpi, e a ricalibrarsi a livello mentale per un finale di stagione da non sbagliare. Con il pericolo retrocessione in D sullo sfondo, i prossimi due mesi sono i più importanti della storia recente del Perugia. Urge un deciso e definitivo cambio di rotta. Complesso ma necessario.
Test La ripresa degli allenamenti è fissata per il pomeriggio di martedì 17 febbraio. Durante la settimana il Perugia potrebbe svolgere un allenamento congiunto con la Primavera biancorossa oppure con un avversario che resta da definire.
