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Canotto abbracciato dai compagni ©Fabrizio Troccoli

Cinque vittorie, altrettante sconfitte, un pareggio. Sesto posto in classifica in coabitazione con Guidonia – prossimo avversario dei biancorossi domenica 1 novembre – e Livorno, a due punti di distanza dalla quarta piazza, meno sei dal terzo, a meno sette dal secondo. È il saldo del Perugia dopo undici giornate. 

Un cammino che non è da buttare se si paragona alla disastrosa partenza della scorsa stagione e se si fa soprattutto la tara agli stravolgimenti societari ancora in essere e alla (tardiva ma obbligata) rivoluzione estiva che ha riguardato sostanzialmente la rosa intera. Insomma, i rischi per un’altra uscita deficitaria dai blocchi come dodici mesi fa c’erano tutti. Pericolo scampato, all’interno di un campionato in cui il Perugia, in ogni caso, accende e spegne troppo frequentemente. Anche nel corso della stessa partita. Fisiologici dolori di crescita o un aspetto che è destinato a caratterizzare il percorso del Grifo nei prossimi mesi?

Attraverso cinque domande proviamo a dare risposta agli alti e bassi della squadra di Diana.

Il cammino in campionato del Perugia è in linea con il valore della rosa?

Sostanzialmente sì, verrebbe da dire. Ancora di più se si considera che la prima fetta del girone d’andata è servita alla squadra per conoscersi e per apprendere i desiderata di Diana, riferimento chiaro del nuovo corso. In rosa non ci sono stelle di prima grandezza per la categoria se si eccettua forse il miglior Canotto, ma il tecnico – grazie allo sforzo compiuto da Gaucci e dal duo Borras-Marino – può contare su diversi giocatori di livello simile e che danno sufficienti garanzie per navigare in acque sicure nel girone B. E per provare a puntare alla medio-alta borghesia dello stesso.

Diana è l’uomo giusto al posto giusto?

Sì, su questo per quanto visto ad oggi non ci sono dubbi. L’allenatore bresciano dà la sensazione di aver in mano il gruppo, così come – al netto di qualche infortunio anche pesante (Megelaitis) e qualche aggiustamento a seconda della contingenza – ha da tempo una chiara identità tattica. Con una nota di merito: rifugge sempre da potenziali alibi. Cosa rara nel calcio di oggi.

Le note più liete quali sono?

Su tutte, probabilmente un qualcosa di intangibile e che si traduce in una diversa tenuta mentale rispetto a quella mostrata nelle ultime stagioni. Dal punto di vista individuale, al di sopra di ogni sospetto il rendimento del rilanciato (e ritrovato) Canotto e di Tozzuolo, la crescita del duo Ladinetti-Langella, la verve di Kabashi e Carriero. E a differenza del passato, il Grifo non trema più quando gioca lontano dal Curi.

E le note meno liete?

A proposito di Curi, il rendimento interno. Per provare ad ambire a zone più nobili della classifica, il Perugia deve fare meglio in casa. Da evitare anche i tanti, troppi cartellini rossi che hanno caratterizzato la prima parte di campionato, e il nervosismo diffuso dovuto a qualche presunto o reale errore arbitrale che raramente produce effetti benefici. E poi, alcune questioni di campo: il Grifo raramente mantiene la porta inviolata (è accaduto solo due volte, un potenziale problema per una squadra che non segna a raffica) e ha la tendenza a riempire poco l’area di rigore e a sbagliare qualche cross di troppo. Che raramente raccoglie van Amersfoort, ancora a secco di gol e poco propenso a campeggiare in area. L’olandese può e deve fare di più. Per un attaccante, il gol non può essere un dettaglio.

Quanto incide la questione societaria sugli alti e bassi dei grifoni?

Difficile da dire. Ma la partita legata alla cessione del club, partita ancora aperta a dispetto del closing annunciato a più riprese, è presumibile pensare non sia il massimo con cui convivere. A metà settimana circa gli investitori pronti a rilevare il Perugia dovrebbero uscire allo scoperto. Un nuovo capitolo in attesa che a parlare sarà poi definitivamente solo il campo.

Nato nel 1984, ha iniziato a scrivere per giornali online specializzati sul basket Nba ed europeo. Dal 2014 al 2025 è stato collaboratore del Corriere dell'Umbria, giornale per cui si è occupato soprattutto di sport. In particolare, ha coperto con assiduità la Sir Safety Perugia e negli ultimi anni il Perugia Calcio. A Umbria24 da novembre 2025.