Sei cartellini rossi in nove giornate. Tanti. Troppi. In questo inizio di stagione sono diverse le espulsioni con cui si è trovato a fare i conti il Perugia. Che non aiutano alla causa. A prescindere da alibi veri o presunti. Da giudizi arbitrali eccessivamente severi o meno.
Il rosso sventolato ad Alessandro Gaucci durante la partita contro il Vado è per certi versi un caso a parte. Che ha già avuto delle conseguenze pesanti dati i tre mesi di squalifica inflitti al dirigente dal giudice sportivo, ma che potrebbe averne di ulteriori.
Rossi frequenti Proprio Gaucci, insieme al vice di Aimo Diana, Emanuele Filippini, era stato espulso contro l’Ostiamare alla prima giornata per proteste. Squalifiche comunque “assorbibili” dato che non riguardavano i giocatori e che dunque non hanno lasciato il Grifo in inferiorità numerica nel corso della gara. Cosa che nel campionato in corso è accaduta già tre volte. In nove turni. Nel 33% mal contato delle partite. A Ravenna e sul punteggio di 0-0 di un match terminato poi 3-0 in favore dei romagnoli, è stato espulso Kabashi con un rosso diretto ad una manciata di minuti dalla fine del primo tempo. A Grosseto, Papazov ha rimediato un doppio giallo quando i biancorossi erano sotto 1-0, complicando di molto le velleità di rimonta del Perugia che poi ha perso 2-0. Nella già citata sfida contro il Vado, infine, ancora Papazov è stato espulso dopo appena sei minuti per un fallo da ultimo uomo. Un errore, quello del difensore bulgaro, che ha reso in salita una partita che per i biancorossi sarebbe stata alla portata, come testimoniato anche da alcune fasi del match in cui Riccardi e compagni hanno messo in chiara difficoltà il Vado nonostante giocassero da tempo in inferiorità numerica.
Più attenzione Al netto dei giudizi sulle singole decisioni arbitrali che hanno portato ai diversi cartellini rossi sventolati ai grifoni, è evidente che se si guarda solo al campo occorre fare più attenzione. Cosa che ha predicato anche Diana in tempi non sospetti. Perché le espulsioni di Kabashi e quelle comminate a Papazov erano evitabili. E il Perugia – in una fase in cui sta cercando di costruirsi una propria identità e di conseguenza le proprie certezze – non può permettersi di regalare un uomo all’avversario. Perché anche una squadra come il Vado può far saltare il banco.
