Ferranti e Phellas

Perugia Braveheart. Questo il progetto al centro dell’ordine del giorno approvato lunedì all’unanimità dal consiglio comunale di Perugia che ha così accolto la proposta del consigliere Fabrizio Ferranti (Perugia per la sanità pubblica) per la «realizzazione di una rete territoriale di defibrillatori (Dae)» e il contestuale avvio di attività finalizzate alla «promozione di una cultura civica della prevenzione e del primo soccorso».

Cofirmato dal consigliere Francesco Maria Phellas (Pd), l’ordine del giorno su cui si è acceso il disco verde dell’assemblea cittadina ha «l’obiettivo di dotare la città di dispositivi salvavita efficacemente distribuiti, visibili, funzionanti», è scritto in una nota di Ferranti, che insiste anche sulla necessità di affiancare ai Dae «una formazione adeguata del personale comunale e, progressivamente, anche dei cittadini».

In particolare, l’iniziativa del consigliere di maggioranza prevede «la sostituzione dei defibrillatori obsoleti attualmente fuori servizio, l’installazione di nuovi defibrillatori nei locali comunali accessibili al pubblico, la creazione di una pagina informativa online con la geolocalizzazione e le istruzioni per l’uso e un piano di manutenzione e monitoraggio costante».

Lo stesso Ferranti spiega anche che il progetto è sostenuto da adeguate risorse finanziarie, perché «d’intesa con l’assessora al bilancio, Alessandra Sartore, sono stati individuati 70 mila euro», mentre «la proficua collaborazione con gli uffici comunali è sfociata nella previsione di acquisto di 30 nuovi defibrillatori, da posizionare nei vari immobili comunali, con priorità per quelli dotati di accesso pubblico».

Due gli emendamenti accolti che hanno modificato il testo originario di Perugia braveheart: il primo riguarda la «sperimentazione del progetto “Taxi cardioprotetti” per dotare i taxi di Dae e formare i tassisti», l’altra è relativa «alla geolocalizzazione dei defibrillatori, per i quali ci si impegna a collaborare con la Centrale operativa regionale del 118, che già gestisce un censimento regionale dei Dae tramite portale, per far sì che la consultazione online dei dispositivi – oggi limitata all’accesso con credenziali riservate – sia pubblicamente accessibile e integrabile nel sito istituzionale del Comune».

 Soddisfatto dell’esito dell’ordine del giorno il consigliere, che ha detto: «Con questo atto vogliamo dare un segnale chiaro: la salute pubblica non può essere lasciata al caso. Serve una rete visibile, funzionante, con personale formato e con strumenti a disposizione dei cittadini. Il defibrillatore deve essere parte di un sistema, non un oggetto abbandonato in un angolo».

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