di Carlo Forciniti
La Sir Susa continua a raccogliere vittorie in serie. Il pubblico risponde con il solito entusiasmo. Difficilmente riscontrabile in altri lidi. La conferma arriva a poche ore dalla vittoria della squadra di Lorenzetti in gara 1 di finale scudetto contro la Cucine Lube Civitanova.
Sold out I tagliandi per il terzo atto della serie in programma mercoledì 6 maggio alle 20.30 sono stati venduti tutti in mezz’ora. Ancora una volta, il PalaBarton Energy sarà esaurito. Sold out. Una testimonianza ulteriore di come il fenomeno Sir susciti interesse negli appassionati. Nei tifosi che anche nelle partite non necessariamente “di cartello” riempiono gli spalti di Pian di Massiano. Interesse che la squadra suscita anche nelle personalità del mondo dello sport e non solo, che in più di un’occasione sono ospiti del club per assistere alle partite.
Uno spettacolo nello spettacolo è garantito inoltre dalla sala hospitality inaugurata all’inizio dello scorso campionato, che prima e durante le gare di Perugia e tra uno spuntino e l’altro, diventa luogo di incontro, di pubbliche relazioni.
Un luogo “simbolo” all’interno del PalaBarton Energy su cui il presidente Gino Sirci concentra un accorato appello al Comune di Perugia per fare in modo che diventi una zona dell’impianto più accogliente, vivibile, sfruttabile.

Sala hospitality inadatta «Cinquemila biglietti sono stati polverizzati in mezz’ora, una cosa mai vista. Se vanno via a tale velocità è il segnale di quanto la gente ci tenga a prendere parte a questo spettacolo. Questa città ha un mito assoluto rappresentato dalla Sir Susa Scai Perugia – spiega il patron della Sir -. Per accontentare tutte le richieste ci vorrebbe un impianto da diecimila posti ma capisco che non sarebbe di facile realizzazione, ma vogliamo almeno fare una sala hospitality esterna che sia in grado di ospitare degnamente le persone di spicco dello sport italiano e non soltanto che vengono a vedere le nostre gare? La sala hospitality attuale non è degna dello spettacolo che offriamo. Non è abbastanza capiente» – puntualizza -.
Disappunto Sirci è un fiume in piena: «Lo spettacolo vale 10, il pubblico altrettanto. La sala hospitality vale massimo un 5, un 6. Serve che il Comune di Perugia ci dia una mano – argomenta -. Possibile che non si muova a fare una sala hospitality degna?».
Il presidente non usa giri di parole per esprimere il proprio disappunto per una situazione che per il numero uno dei Block Devils non è più sostenibile. «Il movimento della Sir è il più importante in Umbria, ce lo invidia tutta Italia. A Perugia abbiamo uno spettacolo unico che è la Sir, cerchiamo di tenercelo stretto e di valorizzarlo – avverte -. La sala hospitality va implementata, va ampliata. Va almeno triplicata. Ci siamo mossi per chiedere queste cose lo scorso luglio ma ancora non abbiamo ricevuto risposta. La Dogre è però puntuale nel prendere i soldi delle pubblicità che appaiono sui led, venticinquemila euro l’anno. Il Comune si sbrighi. Così com’è è troppo piccola, non ci si entra. Giovedì sera in occasione di gara 1 ero insieme all’assessora Meloni e quasi quasi non si riusciva ad entrare. Abbiamo dovuto fare la fila. Le persone di alto livello sportivo che vengono al palazzetto si aspettano di entrare ma così diventa difficile. Si crea disagio. Le hospitality fanno parte dello spettacolo. Perché non si interviene?. Questo è un palazzetto (il PalaBarton Energy, ndr) che ho restaurato con le mie idee, con le mie intercessioni presso la Regione Umbria. Ripeto, il Comune deve fare qualcosa! Mi sono mosso per fare in modo che si installassero i led, poi abbiamo chiesto l’installazione della Curva Nord, poi ancora l’apertura della sala stampa e della hospitality. Infine, i quattro spicchi per ampliare la capienza dell’impianto da quattromila a cinquemila persone con i soldi della Regione trovati da Sirci. Non può fare tutto Sirci, non può fare tutto il privato. Serve che il Comune di Perugia ci dia una mano. Così com’è, la sala hospitality è ridicola».
