di Gordon Brasco

Grazie al cielo è tornato von Trier a sollazzare i critici di tutto il mondo. Stanchi di trailer ammiccanti, tette al vento e ammennicoli vari finalmente siamo riusciti a vedere l’ultima fatica del regista danese, uno che ogni volta che tira fuori un film fa impazzire un po’ tutti: da un lato chi non lo sopporta e dall’altro chi lo inneggia come a un dio greco. A noi von Trier non dispiace ma se dovessimo dire che tutto il suo lavoro è sinonimo di capolavoro diremmo una bugia. Lars è complicato, visionario, a volte drammaticamente noioso, ma di sicuro non è un narratore ordinario. Questo lavoro non ci convince non perché siamo dei bacchettoni moralisti, quanto perché è la struttura della storia che fa acqua da tutte le parti: una volta tolti gli amplessi, le fellatio, le orge cosa rimane? Una trama deboluccia, un’interpretazione buona per Centovetrine e tanta tristezza. Capiamo la necessità di spostare la misura dell’eccesso sempre più in alto, è nella natura umana cercare di portarsi un po’ più su rispetto alla massa ma qui von Trier è scivolato dal film d’autore al soft pornazzo. E non vale a nulla sapere dalle interviste rilasciate che il sesso orale mostrato in primo piano è fatto con dei giocattoloni di plastica, o che questo e quell’amplesso sono finti: il senso del cinema è la sua capacità di immedesimare lo spettatore nella storia che viene raccontata e vi assicuriamo che tutto vi verrà in mente durante il film tranne che «hey Charlotte sta succhiando un dildo».

Sesso preponderante Perché è chiara la linea che il regista vuole tracciare nel raccontare la storia della giovane Joe: una ricerca di equilibrio che prende elementi dagli istinti più bassi a quelli più illuminati per fonderli in un percorso di vita fatto di amarezza e sofferenza. A cogliere i messaggi lanciati da von Trier ci si rende conto che il film non è un manifesto dell’amore libero, tutt’altro, il problema è che queste riflessioni sorgono dopo la visione del film e solo per un’attenta analisi della storia. In sala la visione esplicita di sesso e amplessi è troppo preponderante e rischia nella maggior parte dei casi di farvi venire un’erezione (se maschietti) piuttosto che farvi riflettere sull’immensità dell’universo. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi no e lo diciamo a malincuore: von Trier è un bravissimo regista, sempre impegnato in storie complesse e visionarie, ma qui secondo noi il segno tra il necessario e il superfluo si è passato. Troppa carne al fuoco non assicura una buona grigliata e qui di carne ne vedrete più che in tutta la filmografia di Tinto Brass, perciò o entrate in sala consapevoli di quello che vi aspetta o lasciate perdere e risparmiatevi l’imbarazzante sensazione di essere finiti in un vecchio cinema a luci rosse.

Un film di Lars von Trier. Con Charlotte Gainsbourg, Stellan Skarsgård, Stacy Martin, Shia LaBeouf, Christian Slater. Titolo originale Nymphomaniac. Drammatico, durata 110 min. Danimarca 2013. Good Films.

Trama: La storia di Joe, una ninfomane, come lei stessa si autoproclama, raccontata attraverso la sua voce, dalla nascita fino all’età di 50 anni. Una fredda sera d’inverno il vecchio e affascinante scapolo, Seligman, trova Joe in un vicolo dopo che è stata picchiata. La porta a casa, dove cura le sue ferite e le chiede di raccontargli la sua storia.

Perugia
Comunale Sant’Angelo: 18.30 / 21.15

Foligno
Multisala Clarici: 17.30 / 20.00 / 22.30

Terni
Cityplex Politeama Lucioli: 16.00 / 18.00 / 20.20 / 22.30

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One reply on “«Nymphomaniac», il troppo sesso esplicito oscura la ricerca di equilibrio della ninfomane Joe”

  1. tante sono le donne che per vari motivi pensano di essere “ninfomani”. Tuttavia determinate condotte eccessive sono foriere di una valutazione clinica (anche sessuologica se agite in ambito sessuale) presso un capace psicoterapeuta allo scopo di diagnosticare chiaramente il problema e capire che cosa poter fare per risolvere definitivamente. Sulla ninfomania poi si può vedere in dettaglio almeno nel pagine 282, 324 e … del Il manuale pratico del benessere, un percorso di auto aiuto psicologico patrocinato dal Club UNESCO, dove si propongono anche esercizi guidati, consigli concreti, prescrizioni salutiste nutrizionali e fitoterapiche, autovalutazioni e test psicologici per una crescita personale.

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