La gioia dei Block Devils dopo la vittoria in finale di Champions contro lo Zawiercie. Foto: Michele Benda / Sir

di Carlo Forciniti

In casa Sir si stanno vivendo giorni di puro orgoglio, soddisfazione e gioia. Perché quanto fatto da Perugia il 6 e il 17 maggio con le vittorie dello scudetto prima e della Champions League poi, consegna la stagione dei Block Devils alla storia della pallavolo. Contemporanea ma non solo.

Ma al netto dei sentimenti di più facile lettura derivanti dai due successi di cui sopra, alcune delle parole più frequentemente usate dai Block Devils dopo il trionfo di Torino sono state «eternità», «eredità», e ricominciare, anzi, «ricominciamo».

La prima rimanda proprio al senso dell’impresa compiuta dai bianconeri, che nell’annata di grazia 2025-2026 hanno arricchito la bacheca anche con il terzo Mondiale per club e la settima Supercoppa. Le ultime due, quel «eredità» e quel «ricominciamo», rappresentano un ponte ideale tra il presente che si è appena fatto passato prossimo, ed il futuro. Un passaggio di testimone. Di consegne. Quasi una missione d’intenti per una squadra che si rinnoverà profondamente dopo tanto tempo.

Dna Il compito di trasmettere quel senso di (vincente) eredità a chi vestirà per la prima volta la maglia di Perugia, spetterà certamente alla società e a coach Lorenzetti e al suo staff, così come al totem Colaci, pronto a mettersi alla prova di direttore tecnico. Ma anche a chi da anni rappresenta in campo il Dna del club. Il riferimento è a Simone Giannelli, Oleh Plotnytskyi e Kamil Semeniuk, rispettivamente prossimi a mettersi alla prova per la sesta, l’ottava e la quinta stagione al PalaBarton Energy.

Giannelli Il capitano ha appena mandato agli archivi la miglior annata a livello personale. Leader in campo e fuori, sempre più simbolo della Sir e atleta di riferimento dello sport italiano, come testimonia la presenza alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Torino. Già, Torino. Inalpi Arena. Alla Final Four, il palleggiatore bolzanino ha guidato alla perfezione la squadra, risultando una volta di più la perfetta emanazione sul taraflex di coach Lorenzetti. E guida sicura per la Perugia che verrà.

Plotnytskyi A proposito di Lorenzetti, Oleh Plotnytskyi ha un rapporto particolare con il proprio allenatore. Per certi versi unico. Non a caso si rivolge a lui definendolo “papà”. Ma il “figlioccio” da Vinnycja, Ucraina, da tempo cammina con le proprie gambe. E sempre da tempo e proprio (anche grazie) ai modi e ai metodi dell’allenatore fanese, ha compiuto il salto di qualità definitivo. A livello di incisività e continuità. Che sarà ingrediente fondamentale – sia a livello personale che collettivo – per provare a scrivere nuove pagine di storia.

Semeniuk Che ha contribuito a riempire, eccome se lo ha fatto, Kamil Semeniuk. L’orologio polacco e non svizzero della Sir. L’annata appena andata agli archivi è stata decisamente quella in cui lo schiacciatore classe 1996 ha mostrato il lato migliore di se stesso. E all’Inalpi Arena ha confermato il feeling con la Champions League. L’ex Zaksa ha vinto tutte e quattro le finali disputate. Più vincente di così…

Gioco di squadra Una componente fondamentale per ricominciare provando ad inseguire i massimi traguardi l’avrà anche Sebastian Solé, altra bandiera perugina, così come i giocatori che verranno confermati, tra cui Loser. Nel più classico dei giochi di squadra. Ma se se ne fa una questione di vissuto e di minutaggio, chi meglio di Giannelli, Plotnytskyi e Semeniuk può fare da filo conduttore alla Sir che è stata e alla Perugia che verrà. 

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