di Gordon Brasco
Che ci vuole per descrivere una famiglia italiana? Sensibilità, occhio critico, ironia certo ma anche una buona dose di realismo e cinismo non guasta. Tutti ingredienti che il regista Francesco Bruni aveva già messo in campo con la sua opera prima Scialla! (del 2011) e che ritroviamo anche in questo film seppure in misura minore, perché questo Noi 4 è un racconto piacevole, meno ‘commedia’ del precedente lavoro di Bruni ma con più cura nel suo svolgimento, in un tentativo di elevare la propria capacità narrativa a un livello superiore. Non a caso il riflettore qui è puntato su quattro persone e non più su una, a dimostrazione della grande voglia di Bruni di misurarsi con una storia più complessa. I protagonisti si muovono in ordine sparso per quasi tutto il film, incontrandosi e scontrandosi in situazioni a volte divertenti e altre meno credibili, senza però far mancare la loro freschezza e naturalezza nella recitazione (soprattutto il giovane Francesco Bracci), due elementi che riescono in molti casi a far dimenticare gli svarioni del copione e della regia. A fare da sfondo una Roma caotica, rumorosa, affollatissima, ben lontana dall’immagine onirica usata da Sorrentino ne La gande bellezza come è giusto che sia, perché Sorrentino aveva la necessità di una scenografia cittadina ma teatrale…la Roma de La grande bellezza è per forza di cose un giardino dell’Eden archeologico perché contribuisce a rafforzare lo status di vip dei personaggi che ci si muovono dentro.
Ottimi spunti Bruni racconta una storia di gente ‘normale’ e per forza di cose anche la città smette la maschera cinematografica per mostrare quella di tutti i giorni. È assurdo perciò criticare l’una o l’altra versione di Roma perché nelle intenzioni dei registi la città, pur raccontata in modo completamente diverso, assolve sempre allo stesso compito, ovvero supportare al meglio le storie dei protagonisti. Noi 4 si presenta perciò come un film piacevole, a volte divertente e a volte un po’ triste, segno che non si è voluto percorrere il cammino classico della commedia ma piuttosto un percorso un po’ accidentato proprio come lo sono oggi le famiglie moderne…a consolare lo spettatore il solito finale denso di speranza e buoni sentimenti di cui il regista avrebbe potuto benissimo fare a meno. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi sì: Bruni non firma certo un capolavoro ma il film è pieno di ottimi spunti capaci di far divertire e riflettere lo spettatore. La recitazione è buona con particolare menzione per il giovane Francesco Bracci, capace di raddrizzare da solo scene un po’ troppo stereotipate. Non si tratta della commedia dell’anno ma è un buon titolo per chi ama il cinema made in Italy fatto di idee e buoni sentimenti piuttosto che di rutti e parolacce come nei temibili cinepanettoni.
Un film di Francesco Bruni. Con Ksenia Rappoport, Fabrizio Gifuni, Lucrezia Guidone, Francesco Bracci, Raffaella Lebboroni. Commedia, durata 90 min. Italia 2014. 01 Distribution.
Trama: Il 13 giugno è una giornata qualsiasi, ma anche una giornata diversa da tutte le altre. Oggi Giacomo, il figlio più piccolo di Ettore e Lara, ha gli orali degli esami di terza media. Se fosse un’altra famiglia, questa sarebbe l’occasione per stare tutti insieme a incoraggiare e sostenere il ragazzino. Non è però il caso dei nostri quattro, perché il padre e la madre di Giacomo e la sorella ventenne Emma, insieme non riescono proprio a stare. Perciò questa giornata funziona su di loro come un reagente chimico, che li manda in subbuglio. Si incontrano (e si scontrano) più volte fra loro. Eppure non possono fare a meno di cercarsi…
Foligno
Multisala Clarici: 17.30 / 20.00 / 22.30
Terni
Cityplex Politeama Lucioli: 16.00 / 18.00 / 20.35 / 22.30
