di Gordon Brasco

Ve lo ricordate «Quasi amici»? Il film francese campione d’incassi del 2011 diretto da Olivier Nakache? Il protagonista maschile di colore è proprio lui, Omar Sy, vincitore di un premio César (assegnato dall’Académie des arts et techniques du cinéma ai attori del cinema francese) e responsabile di una profonda riflessione culturale sullo stato dell’integrazione afro-francese tra i cugini d’oltralpe. Chocolat affronta le stesse tematiche ma in modo più rude e diretto, un po’ perché il periodo storico si presta a una rappresentazione meno politicamente corretta rispetto ai giorni nostri e dall’altro perché la parabola del primo clown di colore francese è un dramma più viscerale e intenso di quanto non ci si aspetti. Basato su una storia vera, Chocolat non ha la pretesa del biopic o della narrazione storica, Roschdy Zem ha ben chiaro il suo obiettivo e non fa nulla per nasconderlo: Rafael Padilla nero di origine cubana è l’incarnazione di quello che la società (moderna o passata è la stessa cosa) europea è disposta ad accettare nel diverso, ovvero il successo. Che sia sopra un palco, a teatro, al cinema, poco importa…gli applausi sono scroscianti sotto a un riflettore perché le luci della ribalta rendono chiunque integrato e ben voluto. Le cose però cambiano quando si cammina per strada e la notorietà si perde in mezzo a tante altre facce d’immigrati e disperati: una dura lezione che Rafael imparerà molto bene e noi con lui.

Sy in splendida forma Sceneggiatura non proprio originale e un epilogo drammatico scontato farebbero di «Mister Chocolat» un film come tanti se non fosse per l’apporto recitativo dei due protagonisti: Omar Sy è in splendida forma e ogni sua inquadratura ci presenta un attore maturo, energico, quasi sfrontato davanti alla cinepresa, un pieno di energia interpretativa davvero straordinaria che non lascia lo spettatore indifferente. James Thierrée (nipote del grande Charlie Chaplin) è invece George Footit e un po’ come accadeva in «Quasi amici» è la parte razionale e misurata del duo, colui che è destinato a far emergere la bravura di Rafael ma anche a riportarlo con i piedi per terra quando il successo illuderà il giovane immigrato. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi sì: la trama è semplice e i temi trattati non sono certo originali ma la loro rappresentazione vale il biglietto. Omar Sy è eccezionale nella parte di Rafael e Thierrée si presta a fare la spalla perfetta. I due danno prova di grande presenza scenica per un’ora e mezza lasciando lo spettatore con i dubbi e le angustie di un mondo che non accetta mai il diverso, semmai lo tollera, ma solo se ha successo e comunque solo sotto le luci di un riflettore.

Un film di Roschdy Zem. Con Omar Sy, James Thierree, Clotilde Hesme, Olivier Gourmet, Frédéric Pierrot, Noémie Lvovsky. Titolo originale: Chocolat. Genere Drammatico, durata 110 minuti Produzione Francia 2015.

Trama: Tratto da una storia vera, il film è ambientato nella Francia della Belle Epoque e racconta il rapporto tra il protagonista Chocolat, il primo clown nero della storia, e il clown bianco Footit: un’amicizia unica e profonda in un’epoca di pregiudizi e discriminazioni.

Perugia
Postmodernissimo: 16.00 / 18.15 / 20.30 / 22.30
Uci Cinemas Perugia: 17.15 / 19.40 / 22.15

Foligno
Multisala Clarici: 17.30 / 20.00 / 22.30

Terni
Cityplex Lucioli: 16.00 / 18.00 / 20.20 / 22.30