di Gordon Brasco
Freud non avrebbe dubbi, al tema del rapporto con la propria madre nessuno sfugge e se le persone «normali» non possono fare altro che farci due conti sopra soli con se stessi o in compagnia di uno psicologo, un regista non può non girarci un film. Sarà per questo che molti maestri della settima arte si sono dedicati all’argomento (tra i vari ricordiamo per esempio Pedro Almodovar con «Tutto su mia madre» del 1999) e alla fine non poteva non arrivarci anche Nanni Moretti, che dopo il suo acclamatissimo «Habemus Papam» (film del 2011) torna con la sua dodicesima pellicola da regista. Era dai tempi di «Caro diario» che Moretti non si concedeva in modo così completo al pubblico con una storia che è vita vera, con quei tratti di commedia e profondo dramma che solo nel viavai quotidiano è mixato così bene senza apparire falso o grottesco. Se «La stanza del Figlio» (film del 2001) è il racconto della maturazione dell’assenza, del lutto che si trasforma in mancanza, qui siamo a un passo prima, ovvero al racconto della morte e di tutto quello che c’è prima della sua inevitabilità.
Margherita Buy Margherita Buy (che non abbiamo mai particolarmente amato come attrice) mette a segno la sua performance migliore mostrandosi capace di sostenere magnificamente tutti i diversi ruoli che compongono il suo personaggio: madre, figlia, sorella e regista e, in quest’ultima veste, non si può non notare le manie e i modi di fare di Moretti dietro la macchina da presa: una specie di specchio magico e ironico scimmiottare che il regista romano ha voluto mettere nel film un po’ per autoschernirsi e un po’ per prendere in giro il suo modo di fare cinema.
Contrasti Divertente la parte in cui viene presentato il personaggio di Turturro in un momento onirico che farà fare una piccola risata, a conferma del fatto che Moretti non contempla mai un racconto attraverso un solo modo di vivere gli avvenimenti: anche la tragedia peggiore può e deve avere dei momenti divertenti non solo perché è così nella vita di tutti i giorni, ma soprattutto perché è dai contrasti che si nota poi la profondità di certe scene e di certe sofferenze. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi sì: ad oggi non sappiamo ancora se il film di Moretti riceverà qualche premio alla mostra del cinema di Cannes di quest’anno; quello che sappiamo è che la storia è diretta magistralmente e che Margherita Buy si merita tutti i nostri applausi per la sua interpretazione. Per tutti i fan di Moretti e più in generale per chi ama il grande cinema drammatico italiano questo «Mia madre» è un film da non perdere.
Un film di Nanni Moretti. Con Margherita Buy, John Turturro, Giulia Lazzarini, Nanni Moretti, Beatrice Mancini. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 106 min. Italia, Francia, Germania 2015. 01 Distribution.
Trama: Margherita è una regista impegnata in un nuovo progetto, un film che vede tra i protagonisti un famoso attore arrivato dagli Stati Uniti. Durante la lavorazione si trova ad affrontare, insieme al fratello Giovanni, la grave malattia dell’anziana madre.
Perugia
Gherlinda: 17.25 / 19.55 / 22.00
Uci Cinemas Perugia: 17.30 / 20.00 / 22.30
Zenith: 18.30 / 20.30 / 22.30
Postmodernissimo
Giovedì 16 ore 17.00/18.00/19.00/20.15/22.30
Venerdì 17 ore 17.00/18.00/19.00/20.15/22.30
Sabato 18 ore 17.00/19.00/20.15/22.30
Domenica 19 ore 16.00/18.00/20.15/22.30
Lunedì 20 ore 18.00/20.15/22.30
Martedì 21 ore 18.00/20.15/22.30
Mercoledì 22 18.00/20.15/22.30
Foligno
Multisala Clarici: 18.00 / 20.30 / 22.30
Terni
The Space: 15.00 / 17.30 / 20.00 / 22.30
