di Daniele Sborzacchi

“Comunicare ed aprirsi sempre di più alla stampa e quindi ai tifosi”. L’idea del Media Day al Perugia Calcio, uno spazio dedicato completamente agli operatori dell’informazione che quotidianamente seguono le sorti del Grifo, è nata dal direttore generale Hernan Garcia Borras e dal responsabile comunicazione Francesco Baldoni. Così nella sala del San Gallo Palace Hotel, tutti i Grifoni (ad eccezione di Angella, Tumbarello, Riccardi, Lewis giustificati per diversi motivi) ed il tecnico Vincenzo Cangelosi, si sono concessi a microfoni e taccuini per raccontarsi e… raccontare. Non solo calcio, ma anche parentesi di vita, desideri, passioni e curiosità.

Stile Nba Come detto l’iniziativa è stata lanciata in primis dal dg Borras, non a caso grande appassionato di basket (che ha anche praticato in gioventù), con passato da dirigente cestistico, in quanto il Media Day è tipico soprattutto della Nba, in generale degli sport americani e divenuta, negli ultimi anni, prassi anche nel mondo calcistico internazionale ed italiano. “E’ la prima volta che lo facciamo, sicuramente confrontandoci capiremo come migliorare per le edizioni future – ha sottolineato Borras -. Intanto però ci piaceva l’idea di mettere a disposizione tutti i giocatori per dare materiale a chi segue e scrive la nostra squadra”.

Il mister Così in vari angoli, cronisti della stampa cartacea, televisiva, online, si sono intrattenuti con i protagonisti in biancorosso. Domenica prossima arriva l’Ascoli, per la quarta giornata e con il Perugia a caccia della prima vittoria. Chi meglio del tecnico Vincenzo Cangelosi per analizzare il momento? “Abbiamo conquistato tre pareggi, sicuramente differenti e so bene che, specialmente alla prima giornata, la gente si aspettava di iniziare con una vittoria. Con il Bra, alla seconda giornata, abbiamo faticato un po’ dopo l’espulsione e fino a quel momento non stavamo facendo male. Contro il Gubbio il punto vale, visto che sarà una squadra difficile da battere per tutti. Ovviamente qui a Perugia ci sono, per forza di cose, delle aspettative importanti. Lo so bene, ma vedo che piano piano stiamo crescendo e sono fiducioso”.

Il talento L’accento fanese è bello pomposo, il sorriso di belle speranze è un ottimo biglietto di presentazione per Giovanni Giunti, classe 2005, pezzo pregiato della rosa biancorossa, non a caso sotto contratto sino al 2028. Cresciuto nel settore giovanile del Grifo, piano piano ha conosciuto, nel tempo, ogni dettaglio di questo mondo in biancorosso. “Sicuramente è una fortuna poter passare dalla Primavera alla Prima squadra di una società così importante – afferma il ventenne già in gol contro il Bra -. Lo auguro a tanti giovani calciatori desiderosi di costruirsi delle chances, o un futuro importante, perché non è facile trovare un progetto tecnico-tattico, effettuare un percorso completo ed approdare al calcio professionistico. Se posso essere un esempio? Ne sono onorato”. La testa già da allenatore, perché a dispetto della giovane età, Giunti ha temperamento e intelligenza tattica da vendere. Lo dimostra ogni qualvolta viene chiamato in causa, in vari ruoli: “Sentire la fiducia è prezioso per un giocatore, io penso sempre a dare il meglio. Poi certo, è importante trovare persone che credono in te. Ad iniziare dall’allenatore. So che nel calcio di oggi bisogna avere una visione offensiva del gioco, cercare di essere sempre propositivi. Io nel mio piccolo ci provo, sia giocando sulla fascia, che da mezzala”. Fa sorridere, certo, parlare di futuro allenatore con un ventenne, però il talento di Fano non si nasconde… “Io mister tra un po’ d’anni? Forse, però… magari sì”.

Esperienza Quella “calcistica” (in fin dei conti sono pur sempre ragazzi di 27 e 31 anni…) di Linas Megelaitis, difensore-centrocampista lituano e di Mamadou Kanoute, attaccante senegalese. “Sono arrivato da poco, ho disputato un solo allenamento ed il mister mi ha schierato subito a Gubbio – fa notare Magelaitis, prima del Grifo protagonista diverse stagioni a Rimini -. Ho trovato una squadra forte, una rosa competitiva, la mia duttilità mi consente di giocare in vari ruoli, ma la cosa più importante è far parte e sentirsi integrato con i compagni. Perché per arrivare a conquistare risultati si parte da questo aspetto”. “Conosco bene la serie C e nel tempo ho imparato che ogni squadra può creare problemi all’avversario, non ci sono mai gare semplici – ammette Kanoute -. Abbiamo giocato ancora solo tre partite, siamo ad inizio campionato e possiamo crescere. Dove mi trovo meglio in avanti? Sono nato da esterno ed è il ruolo che più prediligo per le mie caratteristiche, poi ho giocato anche da punta centrale più vicino alla porta. Il Football Video Support? Beh sinceramente a noi attaccanti consente di avere più serenità visto che spesso in area di rigore ci sono tanti contatti coi difensori e sapere che si può far rivedere un episodio è comunque prezioso, come capitato nella sfida col Bra”. Tornando al campionato, si avvicina la sfida con l’Ascoli. “Affrontiamo una sfida alla volta, consapevoli delle nostre forze e desiderosi di migliorare. E poi tireremo le somme”.

Tutti i Grifoni alla prese con domande e riflessioni, per una iniziativa, apprezzata dai media, che avuto un bel successo organizzativo.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.