di Gordon Brasco

Delle due l’una: o i creatori di fumetti si danno una svegliata e s’inventano nuovi supereroi e saremo costretti ogni cinque o sei anni a sorbirci l’ennesimo film su come Superman è diventato Superman. Questa storia sta diventando così ripetitiva che tempo qualche anno e ce la ritroveremo insegnata a scuola a posto dell’ora di religione…Kripton, Jor-El, Kal, il generale Zod…che palle! Se già Superman Return (film del 2006, diretto da Bryan Singer) non aveva fatto faville questo Uomo d’acciaio è destinato a fare scintille solo se ripassato con una levigatrice: la storia è uno zigzagare tra flashback passato remoto-presente-passato prossimo-presente che vi sembrerà di essere a una lezione di grammatica sulla coniugazione dei verbi; in più dalla metà in poi il film assume una pesantezza tale che neppure le gesta del supereroe più conosciuto al mondo entusiasmano, almeno non così tanto da far smettere di sbadigliare.

La condizione di eroe Film da buttare allora? No. Come in Batman Begins (film del 2005 diretto da Christopher Nolan) Snyder sposta il fulcro del film dall’eroe in quanto tale (e quindi alle gesta eroiche che vengono compiute) alla difficoltà di vivere la condizione di eroe. Clark Kent soffrirà non poco in questa sua adozione forzata sulla terra, non solo nella lenta acquisizione dei suoi poteri (la parte migliore del film) ma soprattutto per il rapporto difficile tra le due figure paterne che ne plasmeranno il carattere. Perché da un lato abbiamo il padre kriptoniano Jor-El interpretato da un bravo Russel Crowe e dall’altro un redivivo Kevin Costner nei panni del padre terrestre del giovane alieno sbarcato sulla terra in fuga da un mondo già morto. Questo rapporto a tre diventa basilare nella narrazione di Zack Snyder, perché è al diverso modo di rapportarsi con questi due differenti genitori che il giovane Kal-el penderà pregi e difetti che lo accompagneranno per il resto della sua vita da supereroe.

Cose già viste Il resto, come canterebbe Califano, è noia: cose già viste, rapporti amorosi già ampiamente indagati nei precedenti film, atmosfere urbane per nulla originali e cattivi dallo spessore di una recita scolastica. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi dipende: se siete dei fanatici di supereroi e qualunque cosa indossi una calzamaglia attira la vostra immaginazione allora andate al cinema, non è certo la versione di Superman migliore che potevate sperare ma apprezzerete alcuni passaggi. Se invece quello che state cercando è un film di supereroi ma interessante, ironico, veloce, divertente (qualcuno sta forse pensando alla saga di Iron Man?) allora lasciate perdere, rischiereste di contorcervi sulla poltrona della sala per due ore annoiandovi a morte.

Un film di Zack Snyder. Con Henry Cavill, Amy Adams, Kevin Costner, Diane Lane, Russell Crowe. Titolo originale Man of Steel. Fantastico, durata 143 min. USA, Canada, Gran Bretagna 2013. Warner Bros Italia.

Trama: Clark Kent/Kal-El è un giovane giornalista che nasconde i suoi incredibili superpoteri. Giunto sulla Terra dal pianeta Krypton anni prima, Clark è tormentato da questioni che riguardano la sua identità e la sua vera natura. Il piccolo alieno è stato cresciuto da Martha e Jonathan Kent, genitori adottivi umani, ma presto ha scoperto di possedere eccezionali abilità che lo rendono diverso dagli altri. Ma quando il mondo finirà sotto attacco, Clarke dovrà usare i suoi poteri per salvarlo trasformandosi in Superman.

Perugia
Gherlinda: 18.00 18.30 19.00 21.00 21.30
Uci Cinemas Perugia: 16.50 17.50 19.00 19.40 21.00 22.00 22.35

Foligno
Multisala Clarici: 17.00 17.30 20.00 22.00 22.40

Terni
Cityplex Politeama Lucioli: 16.00 17.00 18.30 20.00 21.30 22.30
The Space: 18.45 19.00 19.15 21.45 22.00 22.15

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