Kamil Semeniuk ricorderà a lungo il 2026. Un’annata di grazia. A livello personale e collettivo. Con la maglia della Sir – Susa Scai o Sir Sicoma Perugia che dir si voglia – e con quella della sua nazionale: la Polonia.
Lo schiacciatore originario di Kędzierzyn-Koźle, nella rassegna continentale chiusa in trionfo contro la Francia , ha giocato spesso e volentieri un ruolo molto importante entrando dalla panchina. Lo ha fatto anche nell’ultimo atto chiuso a quota dieci punti. Il numero 16, oltre alla medaglia d’oro, ha ricevuto anche i complimenti del suo coach, Nikola Grbić, per il contributo offerto alla causa nonostante non rientrasse tra i titolari.
Specialista Non facile per un giocatore che a Perugia è abituato a partire nello starting six di partenza. Eppure, come racconta il diretto interessato a tauronliga.pl le cui dichiarazioni sono state riprese anche da ivolleymagazine, ha saputo calarsi perfettamente nella parte. «Quando entro mi concentro su quello che devo fare e cerco di fare le cose al meglio. Non so se ci sia un altro giocatore con un ruolo simile che gestisce la situazione come faccio io. Parlando per esperienza personale, posso dire che non è facile, ma è fattibile – racconta Semeniuk –. Forse ho il ‘tocco magico’: quando entro dalla panchina, tutto ciò che tocco sembra trasformarsi in punti, oppure mi trovo nel posto giusto in difesa, la palla mi arriva addosso e riesco a recuperarla. A volte le cose girano per il verso giusto: potresti attaccare di testa e fare comunque punto. È andata così per me in questa stagione».

Annata d’oro Una stagione indimenticabile, per il classe 1996. Un anno, il 2026, portatore sano di emozioni indelebili. Inaugurato con ancora addosso il dolce sapore del Mondiale per club vinto a ridosso di Natale in Brasile con la Sir Sicoma Perugia. A inizio marzo, Semeniuk ha sollevato al cielo la Supercoppa italiana in una Final Four dominata dai Block Devils. A maggio, la doppietta da fuochi d’artificio nel giro di dieci giorni: prima lo scudetto arrivato al termine di una serie in cui Perugia ha lasciato solo le briciole a Civitanova, poi il trionfo in Champions League nella notte magica di Torino. Il rischio della classica sindrome da pancia piena poteva rientrare nell’ordine delle cose in vista della Nations League svoltasi in estate. E invece e dopo un meritato periodo di riposo, Semeniuk si è messo a disposizione della Polonia nel corso della manifestazione, per poi giocare un ruolo determinante in finale, vinta contro gli Usa al tie break anche grazie ai 17 punti realizzati dal martello di Perugia.
Nuovi orizzonti Che anche nella prossima stagione potrà contare sul suo equilibratore. Su una stella capace di brillare di luce propria ma anche di splendere di luce riflessa. Un lusso che contribuisce a fare le fortune della Polonia e della Sir, che anche nell’annata alle porte proverà a fare incetta di trofei. Come quelli vinti da Semeniuk in un 2026 straordinario. Irripetibile? Mai dire mai…
