di Gordon Brasco

Che peccato! Ecco quello che vi ritroverete a pensare a un paio di minuti dalla fine…che peccato! Il film di Patierno (Cose dell’altro mondo, del 2011) fa quasi tutto bene: imposta la storia su un doppio svolgimento comico-noir di tutto rispetto, grazie alla verve di Bisio e alle capacità drammatiche di Abatantuono. In più si prende la briga di rappresentare in modo credibile la società italiana depurata da quel velo d’ipocrisia che di solito i nostri registi usano per dipingere una realtà completamente distorta, nella quale la gente sembra ferma al boom economico degli anni ‘70-’80 tra una festicciola in spiaggia e un giro sulla Ferrari del papà. Anche Margherita Buy non sembra proprio un pesce fuor d’acqua seppure il suo modo di recitare la rende pressoché impermeabile a qualsiasi copione…drammi, comicità, commedie rosa: tutti saranno interpretati con quello sguardo da cane bastonato sul punto di scoppiare in un ululato di dolore. Però in questo copione funziona e i suoi sguardi da sfinge sono quasi sempre azzeccati. E allora cos’è che rovina il film? Bravi avete indovinato: il finale. Dopo ottanta minuti di film piacevole e interessante ecco che tutto crolla una volta arrivati alla prova del nove: si perché non è possibile imbastire una storia, seppure una commedia, sulla falsa riga del «romanzo nero» e poi quando si dovrebbe mettere lo spettatore di fronte a qualche elemento controverso, capace di far riflettere, si possa fare marcia indietro e buttarsi sul buonismo spinto.

Tarallucci e vino È come se Jack Torrance (interpretato da Jack Nicholson nel film Shining) lanciato all’inseguimento della moglie lungo le stanze dell’Overlook Hotel a un certo punto ci ripensasse, riponesse l’ascia e invitasse la malcapitata a farsi un tè con i pasticcini. Roba da far prendere un attacco di cuore al povero Kubrick. Purtroppo il vecchio vizio della commedia italiana di dover per forza di cose chiudere un film con un finale «tarallucci e vino» non riesce a morire, condannando la pellicola di turno a un’inevitabile bocciatura per mancanza di coraggio e originalità. Insomma vale la pena spendere dei soldi pe questo film? Secondo noi no: la storia di per se è ben strutturata e gode di un apporto recitativo all’altezza delle aspettative, il fatto è che se poi le aspettative di cui sopra non si concretizzano anche in un finale decente o anche solo parzialmente credibile diventa tutto inutile se non fastidioso. Delle due l’una: o il cosiddetto nuovo cinema italiano si convince ad adottare un nuovo registro, che comprenda anche la possibilità di trattare lo spettatore non come un cerebroleso, oppure abituiamoci a vedere le sale semivuote e flop al botteghino.

Un film di Francesco Patierno. Con Claudio Bisio, Margherita Buy, Diego Abatantuono, Jennipher Rodriguez, Laura Baldi. Commedia, durata 105 min. Italia 2014. 01 Distribution.

Trama: L’Avvocato Umberto Borlone è uno che ce l’ha fatta e ormai non guarda più in faccia nessuno. Per lui crisi, tasse e precarietà sono solo un altro titolo di giornale. Quello che conta sono i ricevimenti, le interviste, il successo ad ogni costo. A un passo dal trionfo, però, quel mondo così perfetto inizia sgretolarsi e a mostrare tutti i suoi risvolti oscuri. Ma l’avvocato Borlone non cederà tanto facilmente la sua fetta di paradiso e in una lotta sempre più frenetica per riconquistare il suo posto sulla vetta, si troverà a colpire e a essere colpito, a tradire e a essere tradito in un percorso imprevedibile sull’orlo del precipizio che, in una spirale davvero tragicomica, tra battute fuori luogo e donne fatali, squali e insidie, inganni e batoste, lo porterà alla scoperta di un nuovo se stesso.

Perugia
Gherlinda: 17.25 19.50 22.15
Uci Cinemas Perugia: 17.15 19.50 22.15

Foligno
Multisala Clarici: 15.00 17.30 20.00 22.30

Terni
Cityplex Politeama Lucioli: 16.00 18.00 20.30 22.30
The Space: 15.30 17.50 20.10 22.30

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