di Gordon Brasco
L’unico punto di non ritorno toccato da Tom Cruise è quello della decenza, perché il tempo passa e rimanere agganciati a una propria immagine di plastica invece che accettarsi per quel che si è prima fa un po’ tenerezza e poi molta tristezza. Quando un sex simbol invecchia ha davanti a sé due strade: la prima è il percorso fatto da Leonardo Di Caprio, ovvero film più maturi con parti sempre più drammatiche e impegnative. L’altra opzione è quella di ridursi come Tom Cruise: continuando a fare filmetti action dalla trama sempre più stiracchiata, dove la computer grafica è impegnata in massima parte a stirare le rughe del collo e nascondere la panciera contro il colpo della strega. Tom… hai cinquantatré anni e negli ultimi dieci hai lavorato solo su film autoprodotti e su brand di tua proprietà (tipo Mission Impossible), stai percorrendo l’esempio di Chuck Norris o Steven Seagal e non è proprio un bel modo di finire. Il primo Jack Reacher (l’eroe inventato dalla penna di Lee Child) fu un semi flop ma Cruise era intenzionato a portare sul grande schermo i vari capitoli della saga per dare un po’ di respiro a Mission Impossible, il marchio che ancora gli sta assicurando una buona resa ma che dal punto di vista dei costi necessita di budget alti; e soprattutto, ormai, i film della serie hanno una trama troppo ripetitiva.
Surreali carrambate E allora vuoi mettere un eroe senza paura dallo sguardo da totano ghiacciato (il freddo stende le rughe) che si affida a dialoghi surreali che neppure Silvester Stallone in «Cobra» (film del 1986 diretto da George Pan Cosmatos)? Senza contare che nello stesso film Reacher viene accusato di un crimine di sedici anni prima (sedici! E poi ci lamentiamo della giustizia italiana), richiamato alle armi e scopre pure di avere un figlio: una carrambata dietro l’altra. Completano il quadro: esplosioni, scazzottate e happy end del buono che vince sempre. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo me no a meno che non siate in astinenza da testosterone buttato a casaccio come il parmigiano sui maccheroni al sugo. Tom Cruise oramai non è più un attore ma una maschera più o meno inespressiva che ha congelato la sua esistenza in sceneggiature dove prestanza fisica e azione riempiono ogni spazio, che sia la recitazione, la fotografia, la trama, i dialoghi… è tutto sacrificato sull’altare di un risultato cinematografico mediocre ma che esalta il protagonista a un ruolo che non gli appartiene più, quello del «grande eroe». Tom Cruise aveva provato a essere un attore anche drammatico con ottimi risultati, poi è salito sul Tomcat di Top Gun e non è più sceso; peccato ma la vita va avanti.
Un film di Edward Zwick. Con Tom Cruise, Cobie Smulders, Patrick Heusinger, Austin Hébert, Holt McCallany. Titolo originale Jack Reacher: Never Go Back. Azione, Ratings: Kids+13, durata 130 min. USA 2016. Universal Pictures.
Trama: Jack Reacher fa ritorno nella sua vecchia base militare in Virginia, dove viene accusato di essere causa di un evento violento, oltre ad affrontare un processo per paternità. Reacher, però, non ricorda nulla di tutto quello di cui viene accusato.
Perugia
Gherlinda: 17.05 / 19.45 / 22.25
Uci Cinemas Perugia: 17.20 / 20.00 / 20.30 / 22.35
Foligno
Multisala Clarici: 17.30 / 20.00 / 22.30
Terni
The Space: 16.30 / 19.50 / 22.20

Io sinceramente non sono d’accordo con te. Puoi avere la tua opinione sul film, ma credo che tu non abbia mai letto i libri di Lee Child, altrimenti sapresti che il protagonista non ha trent’anni ma una cinquantina, parla esattamente come Tom Cruise nel film e ha un’espressione fredda e distaccata. Che poi la sceneggiatura potesse essere scritta meglio ecc ok, ma non capisco perché attaccare un bravo attore che decide di interpretare un personaggio che in effetti gli calza bene,senza pretendere di impersonare qualcuno di vent’anni più giovane. A mio parere avrei scelto un altro attore, tipo Hugh Jackman, ma solo per la fisicità di Reacher, che nei libri viene descritto in pratica come un armadio a due ante alto più di 1,90! Ma per il resto Tom Cruise calza bene il personaggio. Questo è il mio modesto parere, poi sui film non mi esprimo anche perché letto il libro il film poi è sempre un po’ deludente.
Ma si lascialo perdere, sarà il solito hater che ama sparlare degli attori quando poi non ne capisce una sega di cinema.
Sono d’accordissimo con te Linda, anche nel fatto che avresti scelto Hugh Jackman per interpretare Reacher. Sulla trama originale non si discute, leggendo il libro si scopre ogni cosa ha il suo perché, Lee Child non delude mai; il film però devo dire che è stata davvero una cattiva interpretazione del libro, a differenza de “La prova decisiva” che invece ho apprezzato tantissimo… Onestamente non mi aspettavo che avessero scelto proprio “Punto di non ritorno” da portare sul set, anche perché è davvero difficile per un non lettore agganciarsi a tutti gli eventi di quella trama; avrei puntato di più su volumi come “L’ora decisiva”, in modo da far affezionare di più gli spettatori alla figura di Reacher e, perché no, magari arrivare anche gradualmente a “Punto di non ritorno”.
Bhe, che dire? Ecco un altro grande critico cinematografico in azione.. un nessuno assoluto che azzera un tizio che si chiama Tom Cruise. Qui si va ben oltre il dire “questo film a me non piace perché…”! Qui si attacca Cruise e lo si mette alla pari di Segal! Ahahahahah fai davvero tanta pena! Un altro leone da tastiera che se moltiplicasse per 17899267 i risultati ottenuti nella propria vita, non si avvicinerebbe nemmeno alla centesima parte di quelli ottenuti da colui che sta criticando.
Giorgio branco, sei un caz…e,Tom Cruise è uno che al botteghino ha sbancato con qualche miliardo di spettatori. Il suo network ( reddito netto) non ha rivali in tutta holliwood ( 570.000.000) di dollari ! Non ho parole ho parole per definire la tua ignoranza. Ma chi sei .? UnNESSUNO !!,,