di Gordon Brasco

Maccio Capatonda noi lo avevamo lasciato anni fa (molti per la verità) come fenomeno web e ritrovarlo sul grande schermo oggi è un po’ come decidere di fare una scampagnata in collina e ritrovarsi invece a scalare il Triglav…ovvero incredulità mista a vertigini. Probabilmente se non ci fossero stati al cinema esperimenti precendenti come «I soliti idioti» (regia di Enrico Lando del 2011) o l’orribile «Ti stimo fratello» (del 2012), nessun produttore avrebbe mai investito su Maccio ma è oramai innegabile che in Italia è affiorato un genere di commedia trash-pop seguitissima dai più giovani. La ricetta è sempre la stessa: storie surreali cariche di comicità politically scorrect avvitate su personaggi già noti al pubblico attraverso show televisivi o canali web. Il risultato è un film in codice, criptato, capace di parlare solo a un pubblico ben preciso che non solo già conosce le battute ma già le usa nel linguaggio di tutti giorni…per tutti gli altri andare al cinema a vedere un film come questo risulta difficile, stancante e non perché Maccio usi chissà quali artifici narrativi ma solo perché oltre all’ilarità di certe battute il più delle volte si rimane sconcertati dalla «crudezza» dei personaggi, vessati da una realtà crudele e matrigna che ne ha forgiato un carattere perfido e disilluso, una specie di nichilismo comico difficile da digerire in soli novanta minuti.

Alieno A voler essere pedanti c’è da sottolineare come la trama sia presa a piene mani da alcuni dei più fortunati film delle stagioni passate: abbiamo «Limitless» (film del 2011 diretto da Neil Burger), «Fight Club» (di David Fincher del 1999), «Arancia Meccanica» (del 1971 diretto da Stanley Kubrick) tanto per dirne qualcuno, segno che gli eventi raccontati sono solo sono una scusa per mettere in scena i propri personaggi e sostituirli a quelli che così bene sono nell’immaginario collettivo, innescando un meccanismo simile alla parodia ma ben più potente e dissacratorio. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi sì a patto che già conosciate Maccio e il suo mondo: è inutile andare al cinema dicendosi «proviamo», questo è un prodotto culturale espressamente a uso di chi quella cultura la vive e la comprende tutti i giorni. Non si può andare in un museo egizio e cercare di leggere i geroglifici con in mano un elenco telefonico, decodificare un linguaggio o un modo d’essere richiede di far parte di quel mondo o tutt’al più di conoscerlo come le proprie tasche, pena ritrovarsi per un’ora e mezzo con gli occhi fissi su qualcosa d’incomprensibile e alieno. Perciò fan di Maccio fatevi sotto, per tutti gli altri il consiglio è di stare a casa, vi risparmierete i soldi del biglietto e un gran mal di testa.

Un film di Marcello Macchia. Con Marcello Macchia, Luigi Luciano, Enrico Venti, Lavinia Longhi, Barbara Tabita. Comico, durata 90 min. Medusa.

Trama: Giulio Verme è un ambientalista convinto in crisi depressiva, che alla soglia dei 40 anni si ritrova a fare la ‘differenziata’ in un centro di smistamento rifiuti alla periferia di Milano. Avvilito, furioso, depresso è ormai totalmente incapace di interagire con chiunque: con i colleghi di lavoro, con i vicini, con la famiglia e con Franca, la compagna di una vita. L’incontro con l’agguerrita anche se poco credibile associazione ambientalista dei “Mobbasta” lo convince a combattere fervidamente contro lo smantellamento di un parco cittadino, ma per Giulio è l’ennesimo fallimento. Non ci sono più speranze per il nostro protagonista fino a quando incontra Alfonzo, un suo vecchio e odiato amico di scuola che ha però un rimedio per tutti i suoi mali: una pillola miracolosa che gli farà usare solo il 2% del proprio cervello anziché il 20%, come si dice comunemente. Ed è proprio così che Giulio supera la depressione: non pensa più all’ambiente ma solo a sé stesso, alle donne, ai vizi, passioni e virtù di ogni italiano medio.

Perugia
Gherlinda: 17.15 / 19.40 / 22.05
Uci Cinemas Perugia: 17.30 / 20.00 / 22.30

Foligno
Multisala Clarici: 17.30 / 20.00 / 22.30

Terni
The Space: 15.40 / 18.00 / 20.20 / 22.40

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2 replies on “«Italiano medio», una commedia trash-pop per chi conosce Maccio Capatonda e il suo mondo”

    1. Io sono molto appassionata di questo genere e questo non l’ho mai visto ma ho letto che nel 2013 ha incassato 200 mila dollari in un solo giorno…non si può perdere!

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