di Gordon Brasco
Raggiungere le stelle con il lavoro di Christopher Nolan è davvero un’avventura epica, stimolante ma anche faticosa. Quasi tre ore di film così densamente strutturati metterebbero ko anche il più allenato dei cinefili: perché non solo si rimane rapiti dallo spettacolo visivo ma c’è anche la saga sulle sorti della Terra a impegnare emotivamente lo spettatore per non parlare del melodramma familiare a concludere il tutto. Lo spazio va di gran moda e dopo l’inatteso successo di «Gravity» (film di Alfonso Cuarón del 2013) era scontato che si riprovasse a spremere questo filone caricandolo dei soliti stereotipi da giorno del giudizio ed ecco infatti il pianeta agonizzante (la Terra), l’eroismo del protagonista e tutto quello che già avete visto in almeno una decina di pellicole di fantascienza degli ultimi vent’anni e allora perché andare al cinema? Il perché è spiegato dal fatto che Nolan compie il miracolo di dare la percezione di novità a elementi che d’innovativo non hanno nulla grazie a un uso studiato degli effetti speciali e al cambio di prospettiva sulla ricerca scientifica di base non più animata dal fuoco sacro dell’esplorazione umana ma piuttosto dal più ancestrale bisogno di sopravvivere.
Note stonate Tutto bellissimo allora? Non proprio. Il primo appunto da fare al regista è sull’inspiegabile superficialità con cui viene trattato il nostro pianeta: meno ansia di finire al più presto nello spazio e un po’ più di tempo dedicato ai malanni della nostra Terra avrebbero giovato alla storia e a radicare nello spettatore quell’ansia di sopravvivenza che i protagonisti cercano di comunicare per tutto il film. La seconda cosa che davvero facciamo fatica a giustificare è la sciatteria di certi dialoghi, perché vi ritroverete in una nave spaziale lanciata verso un buco nero in compagnia di astronauti che parlano in modo così noioso che rischiate di addormentarvi proprio sul più bello…spendere miliardi in effetti speciali e poi assoldare un paio di scribacchini per curare le battute dei protagonisti meriterebbe la galera.
Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi sì: Nolan dopo la trilogia di Batman torna a stupire i suoi fan con un film eccezionale dal punto di vista visivo, intenso per la storia raccontata e interessante per i temi ambientali proposti, un monito che dovrebbe essere colto da tutti e su cui riflettere. Se l’impianto scenico è perfetto non altrettanto si può dire su alcune scelte del regista su come svolgere l’antefatto del viaggio stellare e soprattutto sulla poca cura nei dialoghi, a volte così sciatti da imbarazzare. Il risultato però convince e certe scene (tra tutte quella del buco nero) valgono da sole il prezzo del biglietto. Avete fame di fantascienza epica vecchio stile? Correte al cinema questo «Interstellar» è quello che stavate aspettando.
Un film di Christopher Nolan. Con Matthew McConaughey, Anne Hathaway, Jessica Chastain, Michael Caine, John Lithgow. Fantascienza, durata 169 min. USA 2014. Warner Bros Italia.
Trama: In un futuro imprecisato, un drastico cambiamento climatico ha colpito duramente l’agricoltura. Un gruppo di scienziati, sfruttando un “wormhole” per superare le limitazioni fisiche del viaggio spaziale e coprire le immense distanze del viaggio interstellare, cercano di esplorare nuove dimensioni. Il granturco è l’unica coltivazione ancora in grado di crescere e loro sono intenzionati a trovare luoghi adatti a coltivarlo per il bene dell’umanità.
Perugia
Gherlinda: 14.50 / 17.10 / 18.15 / 21.00 / 21.40
Uci Cinemas Perugia: 16.30 / 17.30 / 20.00 / 21.15
Foligno
Multisala Clarici: 17.30 / 21.30
Terni
The Space: 14.50 / 17.10 / 18.20 / 20.40 / 21.50
