di Gordon Brasco

Applauditissimo all’ultimo festival del cinema di Venezia arriva nelle sale il nuovo lavoro di Edoardo De Angelis, uno che in quanto a storie particolari e idee un po’ folli non è secondo a nessuno. Dopotutto a chi sarebbe venuto in mente di fare un film con due gemelle vere che interpretano delle gemelle siamesi? Sullo sfondo una Campania che per una volta non è teatro del solito scontro tra bande e degli «sta senza pensieri» dei Savastano, (della serie tv Gomorra) ma che comunque si conferma teatro perfetto per emozioni forti e un’umanità alquanto sopra le righe. La sceneggiatura si basa su un’idea già sfruttata ovvero del freak e del suo rapporto ambivalente con se stesso e il mondo che lo circonda, un mondo che lo affascina ma che lo «accetta» solo in quanto oggetto di curiosità e derisione, una specie di giullare di corte a cui viene riservato un posto alla tavola del re non perché considerato alla pari degli altri commensali ma perché parte degli arredi del castello. Viola e Dasy sono i giullari di una società che, a partire dai loro genitori, guarda alle due ragazzine solo come oggetti da mettere in mostra, da sfruttare e da relegare a scherzo della natura, e in questo clima tra il desolato e lo sconfortante le due ragazze ci accompagnano nei loro universi privati, fatti di sogni e speranze in netta contrapposizione, perché Viola e Dasy hanno obiettivi diversi e quando scoprono che potrebbero finalmente staccarsi l’una dall’altra il fragile equilibrio delle loro vite va in pezzi, portandosi dietro tutti quelli che le stanno intorno.

Concentrato di umanità E a starle intorno sono in molti e forse qui De Angelis esagera nelle figure caricaturali, perché tra genitori scellerati (un padre con il vizietto per il gioco d’azzardo e una madre dipendente da alcool e cannabis), un prete che sfrutta le superstizioni popolari e una specie di produttore discografico dai dubbi fini si calca un po’ troppo la mano ed è un peccato, perché il film ha già tanto da raccontare senza per forza doversi perdere in mille altre tracce. Bellissime le musiche di Enzo Avitabile ma anche la fotografia che nella sua semplicità è capace di rendere vivido il mondo di Viola e Dasy e dare allo spettatore la sensazione di vivere insieme alle due ragazze le loro emozioni. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo me sì: Edoardo De Angelis porta sullo schermo un lavoro molto interessante, un concentrato di umanità che ha il suo centro nel diverso di turno. Solo che questa volta il freak è doppio e tutte le dinamiche del suo rapporto di odio e amore con il mondo (pensate alla storia di «Elephant man», film biografico del 1980 diretto da David Lynch) si moltiplicano e si scontrano l’una contro l’altra in uno spaccato di vita sapientemente raccontato. È un dramma sicuramente sopra le righe, che eccede nelle figure caricaturali ma che di fronte alla vita di queste due ragazze rimane sempre molto onesto e lucido, così da risultare sempre vero e appassionante; perciò se avevate voglia di un bel dramma made in Italy questo è il titolo giusto per voi.

Un film di Edoardo De Angelis. Con Marianna Fontana, Angela Fontana, Antonia Truppo, Massimiliano Rossi, Toni Laudadio. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 100 min. Italia 2016. Medusa.

Trama: Due gemelle siamesi cantanti permettono a tutta la famiglia di vivere con le loro esibizioni. Quando scopriranno di potersi dividere l’una dall’altra, però, le cose peggioreranno improvvisamente…

Perugia
Comunale Sant’Angelo:  18.30 / 21.15

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