di Gordon Brasco
Se fossimo a Master Chef Cracco rimarrebbe in un silenzio tombale, Barbieri scuoterebbe la testa e Bastianich biascicherebbe imprecazioni in un italiano stentato: noi non arriveremo a tanto ma la tentazione di buttare nella spazzatura tutte le copie in circolazione di questo «Il sapore del successo» è stato così forte che ci ha accompagnato per tutto il ritorno a casa dal cinema. Cosa c’è di peggio di avere Gordon Ramsey arrabbiato che ti umilia di fronte a tutti? Facile, avere Bradley Cooper che fa finta di essere un cuoco. Un’interpretazione terribile questa per l’attore statunitense che dismessi i panni del cecchino di Eastwood si catapulta in cucina per dar vita a uno dei personaggi meno credibili della sua carriera. Nulla di Adam Jones ci convince: né la sua ricerca di redenzione, né la sua bravura in cucina…a proposito ma in un film dove il protagonista è uno chef che cerca di guadagnarsi le stelle Michelin i piatti che cucina non dovrebbero aver una posizione di rilievo nel film? Non avremmo certo preteso un tutorial per il filetto Stroganoff ma almeno dare spazio alla preparazione dei cibi quello sì, non solo per rendere più credibile la storia ma anche per dare spessore al personaggio di Cooper che almeno in cucina sarebbe risultato più interessante.
Senso di vuoto Invece si passa quasi sempre dal frigo al piatto finito senza passaggi intermedi a indicare che lo sceneggiatore ha voluto cavalcare l’interesse per la cucina e i reality che lo riguardano senza però far propria l’esperienza della regia di questi programmi che hanno sempre tre punti di riferimento in camera: il viso dei giudici, quello del concorrente e la pentola con la quale armeggia. Non diremo nulla sulla prestazione fugace di Scamarcio che rafforza nella pellicola quel senso di vuoto già ampiamente descritto sopra. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi no: un film che tratta di uno chef che decide di redimersi dal suo passato burrascoso per riconquistare le stelle Michelin non può prescindere dal fattore cibo, è un po’ come se in «Apocalypse Now» (film del 1979 diretto da Francis Ford Coppola) si saltasse tutto il viaggio che fa il capitano Benjamin Willard (Martin Sheen) per andare a scovare il colonnello Walter Kurtz (Marlon Brando), un racconto monco che non appassionerebbe il pubblico. Bradley Cooper non entra mai nella parte e la sensazione che invece di ritrovarsi tra manicaretti e spezie orientali preferirebbe scolarsi una dozzina di birre davanti a un hot dog è davvero troppo forte. Nulla di questa sceneggiatura convince e il risultato è un film noioso che vi metterà solo una gran fame.
Un film di John Wells. Con Bradley Cooper, Sienna Miller, Daniel Brühl, Riccardo Scamarcio, Omar Sy. Titolo originale Burnt. Commedia, Ratings: Kids+13, durata 107 min. USA 2015. 01 Distribution.
Trama: Adam Jones è uno chef che ha distrutto la propria carriera facendo uso di droghe e adottando comportamenti da star. Dopo essersi disintossicato e aver fatto ritorno a Londra, Adam è determinato a redimersi aprendo un ristorante di lusso che punta a ottenere tre stelle Michelin.
Perugia
Gherlinda: 17.35 / 20.00 / 22.20
Uci Cinemas Perugia: 17.25 / 19.50 / 22.30
Foligno
Multisala Clarici: 17.30 / 20.00 / 22.30
Terni
The Space: 15.10 / 17.30 / 19.50 / 22.10
