di Gordon Brasco
Vi annoieremo ancora una volta ma siamo costretti a farlo: è meglio il libro che il film. Quando ci capitò di leggere il romanzo di Jonas Jonasson ci sembrò da subito un perfetto spunto per un film, dopotutto c’erano gli elementi necessari: ironia, inventiva, velocità. L’unico dubbio che ci venne all’epoca riguardava la cadenza degli eventi e le relazioni tra i personaggi: come sarebbe riuscito il regista a condensare tutto quell’intreccio senza appesantire la trama e permettere allo spettatore di cogliere le sfumature così bene descritte dallo scrittore svedese? Una domanda che ha ricevuto una risposta non certo positiva. Il film è piacevole, a tratti divertente e perfetto per farvi passare una serata senza pretese. Quello che non funziona sono appunto i tempi di svolgimento della storia. Il regista Felix Herngren (per la prima volta al cinema dopo una carriera in tv) nel tentativo di condurre lo spettatore attraverso le intricate vicissitudini del protagonista è costretto a rallentare il ritmo ogni qual volta si renda necessario: questo determina un continuo stop and go che fa perdere al protagonista molta di quella carica ironica spontanea che invece è sempre presente nel libro. Dopotutto i tempi cinematografici sono quelli che sono e a meno che qualcuno non voglia rimanere in sala per otto ore il problema di sintetizzare un libro in un copione rimarrà insoluto per sempre.
Manca freschezza L’altra pecca del film è quello di fare tutto in salsa svedese. Nessuno nega che il film abbia bisogno delle ambientazioni e di una sceneggiatura nordica per seguire pedissequamente il libro ma un regista con qualche esperienza internazionale forse sarebbe stato più adatto. Per non parlare del protagonista Robert Gustafsson, molto noto in patria, ma che in una qualsiasi cineteca mondiale appartiene alla categoria «attore di film che sembrano nomi di mobili dell’Ikea». Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi dipende: se avete letto il libro e vi siete divertiti a immaginarvi il buon Allan passare da un dittatore all’altro e da un’esplosione all’altra lasciate perdere, vi ritrovereste invischiati in un racconto a tratti divertente, a volte lento, che ricorda da abbastanza vicino il best seller di Jonas Jonasson senza però riuscire a proporre la stessa freschezza e vivacità. Se però non conoscete il libro e avete voglia di una serata comedy che passi veloce senza lasciare tracce importanti nella vostra memoria allora andate al cinema. In linea generale secondo noi questo sarà un titolo che verrà ripreso dalle major americane e riproposto tra un anno o due in salsa hollywoodiana, un po’ come è stato fatto per la trilogia Millenium di Stieg Larsson.
Un film di Felix Herngren. Con Robert Gustafsson, Iwar Wiklander, David Wiberg. Avventura, durata 105 min. Svezia 2013. Eagle Pictures.
Trama: Allan Karlsson, 100 anni appena compiuti, decide che non è tardi per ricominciare la sua vita. Così, poco prima della festa che i co-residenti gli hanno organizzato per il suo compleanno, l’uomo fugge dalla finestra della sua casa di riposo, si reca alla stazione degli autobus e da lì parte alla ricerca del suo passato.
Perugia
Gherlinda: 17.15 / 19.40 / 22.05
