di Gordon Brasco
Metterci due giorni per scrivere qualcosa su di un film non mi era mai capitato. Il problema è stato trovare un attacco che non mandasse me e il direttore di questa testata giornalistica davanti a un giudice con l’accusa di diffamazione, turpiloquio e minacce a mezzo stampa. Così ho deciso di girare il problema e iniziare dalle cose positive, per esempio dal cast: c’è Anthony Hopkins dallo charme magnetico e misterioso, Ray Liotta con i suoi occhi di ghiaccio, Julia Stiles che… boh è bionda e Alexander Ludwig che respira senza sbagliare mai. La trama sembra scritta da Steven Seagal per quanto è banale (se avete voglia leggetevela sotto) solo che ad aiutare la ragazza contro il cattivone del paesotto di montagna non c’è il nostro imbolsito gran visir delle arti marziali e neppure Kung Fu Panda ma Anthony Hopkins con il suo boscaiolo di fiducia, roba da sganasciarsi dalle risate già alla prima scena. Lo charme magnetico e misterioso di Hopkins funziona per un po’, ma dopo il quinto minuto di testina leggermente inclinata e sguardo assente i dubbi su un possibile ictus ci sono tutti e farete una fatica bestia a non chiamare il 118 al cellulare per richiedere un intervento di soccorso. Julia Stiles un po’ si destreggia nella parte ma è un pesce fuor d’acqua o meglio è un pesce abituato a nuotare nel suo acquario; il problema è che ora quel pesce si è perso e non sa esattamente dove sta nuotando, né per quale scopo.
Scontato e noioso Perché quello che manca di fondo a questo film è una trama interessante, che abbia qualche emozione da trasmettere per catturare l’attenzione dello spettatore, qualcosa che lo coinvolga intimamente, perché oggi non basta più mettere un paio di tizi famosi in una foresta a farsi i dispetti per convincere la gente a pagare un biglietto… o si tira fuori la sostanza o si sta a casa. E se per il regista la sostanza è farci il pistolotto sul fatto che bisogna avere il coraggio di ribellarci ai più forti se sono cattivi beh fermi tutti, Bud Spencer e Terence Hill già lo dicevano negli anni ’70 facendoci almeno divertire. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo me no: il cattivo molesta la ragazza che non trova nessuno ad aiutarla se non un vecchio e il suo taglialegna… complimenti agli sceneggiatori per la trama complessa e articolata, dopo questa fatica potranno tornare a creare la terza stagione di Peppa Pig. È tutto scontato, noioso, deludente e recitato male perché fondamentalmente tutti i personaggi in gioco non hanno nulla di sensato da dirsi. La morale è non rimaniamo soggiogati e in silenzio davanti ai soprusi? Lodevole, ma attaccarci anche un po’ di sostanza non avrebbe certo fatto male.
Un film di Daniel Alfredson. Con Anthony Hopkins, Julia Stiles, Ray Liotta, Alexander Ludwig, Lochlyn Munro. Titolo originale Blackway. Thriller, Ratings: Kids+13, durata 90 min. USA, Canada, Svezia 2015. Microcinema.
Trama: Lilian, giovane donna da poco rientrata nella sua città natale, diviene oggetto di molestie da parte di un uomo di nome Blackway, un tempo poliziotto, ora potente signore del crimine. Poiché i suoi concittadini non le credono, Lilian su consiglio dello sceriffo decide di chiedere l’aiuto di Loster, ex taglialegna, e del suo giovane assistente Nate. I due si riveleranno gli unici, nella cittadina, ad avere il coraggio di mettersi contro Blackway.
Perugia
Gherlinda: 20.15 / 22.35
