di Vincenzo Diocleziano

Dopo i tre giorni del G7 disabilità e inclusione, una delegazione ha presentato al Papa la Carta di Solfagnano, il documento frutto dell’intenso lavoro su inclusione, accessibilità e dignità umana. La risposta del Pontefice è stata un appello a riconoscere e valorizzare le «abilità differenti», sottolineando l’importanza di superare pregiudizi e barriere sociali per costruire una società a cui ogni persona, indipendentemente dalle sue capacità, possa contribuire pienamente.

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L’iniziativa Il Papa ha accolto con entusiasmo l’iniziativa promossa dal ministro per la Disabilità, Alessandra Locatelli, ringraziando i partecipanti per l’impegno profuso nel redigere la Carta. «Non mi piace parlare di disabilità, preferisco parlare di capacità differenti», ha affermato il Pontefice, evidenziando come ogni persona abbia un talento unico da offrire alla società. Il Papa ha quindi fatto l’esempio di un ristorante in cui tutti i lavoratori, dai cuochi ai camerieri, erano giovani con disabilità, elogiando la professionalità e l’entusiasmo con cui svolgevano il loro lavoro.

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Il discorso Nel suo discorso, Francesco ha ribadito la necessità di combattere la «cultura dello scarto», che tende a emarginare i più deboli, inclusi gli anziani e le persone con disabilità. «Non c’è vero sviluppo umano senza l’apporto dei più vulnerabili», ha sottolineato, ribadendo che l’inclusione non si limita all’adattamento di strutture fisiche, ma richiede un cambiamento radicale della mentalità. L’accessibilità universale deve essere un obiettivo centrale per ogni società, in modo che le persone con disabilità possano contribuire con i loro talenti al bene comune.

Lavoro Il Papa ha anche affrontato il tema del lavoro, definendolo «un’azione di dignità» e condannando l’esclusione delle persone con disabilità dal mondo lavorativo come una grave forma di discriminazione. «Il lavoro è dignità, togliere questa possibilità a qualcuno significa privarlo di una parte essenziale della sua umanità», ha dichiarato, chiedendo che vengano offerte opportunità di lavoro dignitoso a tutti.

Nuove tecnologie Rivolgendosi ai presenti, poi, Francesco ha anche parlato delle nuove tecnologie, riconoscendone il potenziale come strumenti di inclusione, ma avvertendo del rischio che possano creare nuove disuguaglianze. «La tecnologia deve essere al servizio della cultura dell’incontro», ha detto, auspicando che venga utilizzata con saggezza per abbattere le barriere esistenti e facilitare la partecipazione di tutti alla vita sociale.

Emergenza climatica Un altro tema centrale del discorso è stato l’impatto delle emergenze climatiche e dei conflitti sulle persone con disabilità, che spesso sono colpite in modo sproporzionato. Il Papa ha fatto appello alla comunità internazionale affinché nessuno venga lasciato indietro in queste situazioni, e ha esortato i governi a sviluppare sistemi di protezione che tengano conto delle esigenze specifiche delle persone più vulnerabili.

Speranza nel futuro Concludendo il suo intervento, il Pontefice ha elogiato il lavoro svolto dal G7 e dalla comunità internazionale per promuovere la dignità delle persone con disabilità, definendo l’incontro «un segno di speranza per un mondo che troppo spesso dimentica i più fragili». Ha ricordato l’esempio di San Francesco d’Assisi, testimone di amore senza confini per i più deboli, e ha esortato tutti a seguire il suo esempio per costruire una società in cui la dignità di ogni persona sia pienamente riconosciuta e rispettata. «Ogni persona è un dono prezioso per la società – ha ribadito il Papa – non lasciamo che una falsa cultura del benessere ci faccia scartare chi è più fragile. Insieme possiamo costruire un mondo migliore».

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