di Stefania Supino e Vincenzo Diocleziano

Otto priorità per sostenere l’inclusione. E’ stata firmata dai Paesi del G7 la Carta di Solfagnano che indica la strategia per garantire il diritto di tutti alla piena ed effettiva partecipazione. Nel documento sottoscritto dai ministri vengono indicati: inclusione come questione prioritaria nell’agenda politica di tutti i Paesi; accesso e accessibilità; vita autonoma e indipendente; valorizzazione dei talenti e inclusione lavorativa; promozione delle nuove tecnologie; dimensioni sportive, ricreative e culturali della vita; dignità della vita e servizi appropriati basati sulla comunità; prevenzione e gestione delle situazioni di preparazione alle emergenze e gestione post-emergenza, comprese le crisi climatiche, i conflitti armati e le crisi umanitarie.

Si è concluso così, con la firma della Carta di Solfagnano e la conferenza stampa dei sette ministri provenienti da Italia, Canada, Usa, Francia, Regno Unito, Germania e Giappone, il G7 incentrato, per la prima volta nella storia, sulla disabilità e l’inclusione. «Per ottenere un cambio di prospettiva credo che le istituzioni e i singoli cittadini debbano guardare l’altro come un investimento per le nostre comunità e i nostri paesi», ha affermato la ministra delle disabilità Alessandra Locatelli.

La ministra, inoltre, nel corso della conferenza ha evidenziato la profonda collaborazione e l’autentica fiducia all’origine del patto siglato dai Paesi del G7 a Solfagnano, che porta con sé anche un cambio di paradigma: dall’assistenzialismo alla centralità delle persone. «Ci attendono molte sfide per migliorare la qualità della vita di queste persone ma oggi abbiamo guadagnato molta energie, dimostrando che se si vuole ottenere qualcosa con impegno e dedizione si riesce», ha detto Locatelli.

In conferenza stampa hanno preso la parola anche i ministri degli altri paesi del G7: tutti hanno evidenziato come ci sia ancora tanto lavoro da fare per rendere il mondo un posto più inclusivo e privo di barriere. A concludere Helena Dali, commissario europeo per l’uguaglianza: «È la prima volta nella storia del G7 che viene organizzata una ministeriale interamente dedicata alla disabilità delle persone. In Unione Europea oltre un adulto su quattro ha una disabilità, parliamo di oltre 100 milioni di persone, e molti di queste sono in difficoltà a causa dell’esclusione sociale, dell’inattività e della disoccupazione. Il nostro dovere è lavorare su tutti i livelli per garantire la loro piena partecipazione alla società, con le stesse opportunità offerte a tutti i cittadini. La diversità è un fatto, l’inclusione è una scelta. Noi scegliamo l’inclusione».

In concreto, la commissaria europea per l’uguaglianza, Helena Dali, ha voluto riportare alcuni esempi pratici stilati all’interno della ‘Carta di Solfagnano’, tra questi: il contrassegno europeo del parcheggio, grazie al quale viene assicurato alle persone con disabilità, che si spostano in Europa, l’accesso agli stessi benefici nell’utilizzo di determinati servizi e parcheggi e molteplici misure e strumenti di orientamento e sostegno per la partecipazione delle persone con disabilità al mercato del lavoro, aspetto essenziale per garantire autonomia e dignità alle persone disabili.

Commentando l’esito del G7 Raffaele Goretti, membro della lista Umbria per la sanità pubblica e in passato presidente dell’Osservatorio regionale sulla condizione delle persone con disabilità, parla dell’appuntamento come di una «occasione formidabile» e di una «grande opportunità» che dovrà però «tramutarsi in azioni amministrative che sappiano concretamente dare valore e dignità alle persone che vivono con una disabilità». Goretti sottolinea l’urgenza di passare «da un welfare di mera protezione a uno basato sull’inclusione e il riconoscimento dei diritti». Per l’Umbria l’ex presidente dell’Osservatorio auspica «la concreta programmazione e realizzazione di interventi che garantiscano l’effettiva realizzazione del progetto di vita duraturo, in linea con le esigenze e le aspettative delle persone con disabilità e delle loro famiglie».

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