di Gordon Brasco

Curiosa storia questo Frankenweenie, lo stesso Tim Burton racconta che fu una delle prime proposte che fece alla Disney nei lontani anni ’80, quando ancora ventiseienne era ai suoi primi cortometraggi. L’idea piacque ma la sua distribuzione incontrò non poche difficoltà, prima incappando nell’odiatissimo bollino «visione per bambini accompagnati» e poi finendo per uscire solo come accompagnamento di un film di poco successo. Fu proprio per Frankenweenie (il titolo è un collage delle parole Frankenstein e weenie, ovvero sfigato) che il sodalizio tra il giovane talentuoso Tim Burton e la casa di Topolino finì e fu sempre grazie a questo cortometraggio che il futuro regista vincitore nel 2007 alla Mostra del Cinema di Venezia del Leone d’Oro alla carriera fu notato e proposto alla Warner.

Piccolo capolavoro Insomma questo piccolo capolavoro è una chiave di volta nella vita lavorativa del regista nato a Burbank (California) il 25 agosto 1958 che torna sui suoi passi per riproporci la grande magia dello stop motion (fotografare un fotogramma per volta i piccolissimi movimenti compiuti da modellini così da dare l’illusione del movimento) già vista in altri suoi film (Nightmare Before Christmas del 1993 e La sposa cadavere del 2005). La trama è dolce, a volte esilarante e assolutamente godibile per un pubblico di ogni età: i bambini apprezzeranno di più i pasticci combinati dal redivivo cagnetto, gli adulti la purezza delle intenzioni del giovane Frankestein impegnato non a conquistare gloria e fortuna con qualche sgangherato esperimento ma piuttosto a ridare vita all’unico vero amico mai conosciuto. Il bianco e nero regala al tutto un piacevole gusto retrò a tinte fosche, quell’aria un po’ funebre che da sempre accompagna le opere di Burton e che ci portano a un finale decisamente sdolcinato ma perfetto per la storia raccontata.

Curatissimo e divertente I personaggi comprimari sono come sempre un po’ bizzarri ma fondamentali per comprendere la visione del mondo del regista come per esempio in questo caso il professor Rzykruski che spiega come la scienza debba essere l’insieme di mente e cuore perché la scienza fatta solo con la mente può generare solo mostri. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo Frankenweenie? Secondo noi sì: è un film curatissimo, poetico e divertente, creato attraverso l’arte dello stop motion che in pochissimi sanno esercitare senza scadere nel meccanico, adatto a un pubblico di tutte le età, soprattutto a quello che ha avuto nella propria infanzia la gioia di un amico a quattro zampe.

Un film di Tim Burton. Con Winona Ryder, Martin Landau, Martin Short, Catherine O’Hara, Atticus Shaffer. Animazione, Ratings: Kids+13, durata 87 min. USA 2012. Walt Disney.

Trama: Il giovane Victor porta avanti un esperimento scientifico allo scopo di riportare in vita il suo adorato cagnolino Sparky, scomparso in circostanze tragiche. Le conseguenze del suo esperimento tuttavia, saranno altrettanto tragiche quanto inattese.

Perugia
Gherlinda: 16.10 18.15 20.25 22.30
Uci Cinemas Perugia: 17.15 19.45 21.50

Foligno
Multisala Clarici: 18.00 20.30 22.30

Terni
The Space: 16.10 18.10 20.10 22.10