di Gordon Brasco
Se c’è un filo comune nei lavori di Audiard è l’ineluttabilità del legame tra violenza e amore: nessuna storia arriverà mai a una conclusione felice senza essere passata prima per l’orrore e nessun uomo troverà mai la serenità, senza aver provato sulla propria pelle i morsi della disperazione più assoluta. Ma a differenza dei suoi lavori passati in questo «Dheepan» troviamo due importanti distinguo: il primo riguarda appunto il binomio amore-morte che in questo film risulta essere molto meno incisivo del solito, un segnale forse di un nuovo corso del regista francese, un po’ meno votato agli estremi e più attento a descrivere situazioni maggiormente ordinarie (anche se l’ordinario di Audiard è comunque qualcosa di eccessivo). Il secondo punto da notare è l’apparente incomunicabilità dei protagonisti: contrariamente ai lavori precedenti qui il regista opta per una centellinazione obbligata della parola e non perché i suoi attori non parlino ma perché ognuno usa un linguaggio diverso e i concetti espressi sono lasciati più all’intuizione di chi si ha di fronte che alla reale comprensione delle parole dette (una delle scene più belle del film è appunto un dialogo in lingue diverse dove nessuno capisce l’altro tramite le parole ma attraverso un legame intuitivo).
Coinvolgente Storia dura e complessa, «Dheepan» non si lascia certo amare a prima vista da chi è abituato a un tipo di cinema più immediato e meno crudo, eppure la ricerca della felicità (seppure del tutto peculiare alla situazione descritta nel film) che intraprende il protagonista, dalla guerra civile dello Sri Lanka alla «guerra civile» della periferia parigina, è coinvolgente e la sua quotidiana disperazione aiuta a cogliere l’ottica di chi scappa da una vita infame per finire in un pezzo d’inferno in cui cercare comunque un angolo di paradiso. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi sì: vincitore a Cannes della Palma d’oro, l’ultima fatica di Jaques Audiard è sicuramente il film meno violento del regista francese ma non per questo meno crudo e angoscioso. I protagonisti si ritroveranno insieme lungo un viaggio che li porterà da una tragedia all’altra con la sola compagnia di loro stessi e la volontà di ricreare, e soprattutto difendere, una parvenza di famiglia anche nella più assurda delle situazioni. Un film non facile ma assolutamente consigliato.
Un film di Jacques Audiard. Con Vincent Rottiers, Marc Zinga, Jesuthasan Antonythasan, Kalieaswari Srinivasan. Thriller, Ratings: Kids+13, durata 109 min. Francia 2015. Bim Distribuzione.
Trama: Storia di un guerriero Tamil dello Sri Lanka che fugge dalla guerra verso la Francia con due sconosciute, una donna e una bambina, che potrebbero più facilmente aprirgli la strada dell’asilo in Europa. Arrivati a Parigi e sistemati provvisoriamente in una casa, Dheepan trova lavoro come badante fuori Parigi e cerca di costruire un futuro per tutti e tre. Il suo istinto di combattente però lo tormenta e uscirà puntualmente fuori quando ci sarà da difendere le sorti di quella che lui considera come la sua unica famiglia.
Perugia
Gherlinda: 16.30 / 19.15 / 22.00
Postmodernissimo: 16.00 / 18.15 / 20.30 / 22.30
