di Gordon Brasco
Un viaggio catartico, interpretato magnificamente malgrado una debordante voglia di buonismo. Questo in sintesi quello che ci è venuto in mente uscendo dalla sala dopo la proiezione dell’ultima fatica di Jean-Marc Vallée (C.R.A.Z.Y. del 2005, The Young Victoria del 2009), un film straordinario sotto molti punti di vista quindi, che non manca però di lasciare qualche punto interrogativo sulle reali intenzioni del regista. L’idea di fondo è assolutamente geniale: accompagnare lo spettatore lungo la vita di un uomo che, improvvisamente condannato a morte da una malattia terribile (l’HIV), si costruisce la propria via di fuga verso la vita passando per un percorso che definire controverso è poco. Ron Woodroof userà tutto quello che ha a disposizione per salvarsi: dalle più odiose bassezze alle più stupefacenti opere di carità…Dante Aligheri ne avrebbe sicuramente apprezzato il viaggio, perché dall’inferno più cupo Ron sale a fatica fino alla radiosità del paradiso. Un cammino che senza l’interpretazione di Matthew McConaughey non sarebbe risultato così vivido e d’impatto: anche solo l’interpretazione fisica della malattia di Ron è fenomenale, qualcosa che fa impallidire i soggetti di film analoghi come per esempio il Philadelphia diretto da Jonathan Demme (film del 1993) con Tom Hanks. Tutto stupendo allora? Non proprio. Gli errori del regista ci sono ma sono sostanzialmente due a risultare evidenti: il primo riguarda la deriva buonista della storia. Capiamo l’intenzione di dare al copione un senso positivo e la necessità di fare di Ron Woodroof un farabutto che diventa eroe, il fatto è che questo percorso è smaccatamente forzato e la volontà di buttarla sul sentimentale-strappalacrime si fa sentire.
One man show Il secondo problema sta invece nell’eccessiva focalizzazione sul personaggio principale: tutto ruota attorno a lui, ai suoi gesti, la sua fisicità, le sue battute, i suoi silenzi…insomma è quasi un one man show e questo è un vero peccato perché seppure McConaughey risulta bravissimo tutto l’apporto del resto del cast si perde per strada. Jennifer Garner ha una parte così striminzita che fa tenerezza, abbiamo visto camei più lunghi e incisivi. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi sì: la storia è intrigante e originale, tutta incentrata sul percorso di sopravvivenza e redenzione di un uomo tutt’altro che «buono». È un itinerario accidentato e difficile che però nella migliore tradizione buonista porta al «lieto fine» e alla lacrimuccia facile di cui avremmo fatto benissimo a meno. L’interpretazione di Matthew McConaughey è fenomenale e da sola vale il biglietto del film anche perché oggettivamente è la sola a cui il regista presta attenzione in barba al resto del cast, che poteva benissimo essere interpretato da dei muppets. Qualche problemino quindi ma il valore assoluto del film di Vallée è indiscutibile e merita tutta la vostra attenzione.
Un film di Jean-Marc Vallée. Con Matthew McConaughey, Jared Leto, Jennifer Garner, Denis O’Hare, Steve Zahn. Drammatico, durata 117 min. USA 2013. Good Films.
Trama: Ron Woodroof è un rude elettricista texano al quale, nel 1986, viene diagnosticata l’AIDS. I medici gli danno, inizialmente, solo sei mesi di vita. Abbattuto e frustrato dalla mancanza di assistenza sanitaria e incapace di accettare la condanna a morte, Woodroof decide di sperimentare una serie di medicine alternative e crea una lucrosa attività rendendo disponibili nuovi medicinali per i malati di AIDS.
Perugia
Uci Cinemas Perugia: 17.00 19.50 22.25
Nuovo Cinema Méliés (via della Viola 1): fino al 5 febbraio 18.30 21.15
Foligno
Multisala Clarici: 15.00 17.30 20.00 22.30
Terni
Cityplex Politeama Lucioli: 17.00 20.15 22.30
