di Gordon Brasco

Poteva andare peggio. Questo è stato il primo pensiero quando ancora sprofondati nella poltrona nel cinema si sono riaccese le luci. Poteva andare peggio, ma poteva anche andare molto meglio. Marco Risi torna sul grande schermo dopo Fortapàsc (del 2009) con un thriller che è tale solo per autodefinizione e una storia che è così poco consistente da sfaldarsi come carta velina in acqua. La partenza è fenomenale e ci gasa al punto da dare ben venti minuti di credito al film prima di sbuffare…ma come? Uno parte con la scena dei cani che si sbranano un cadavere e poi tutto s’ammoscia come un sufflè tolto troppo presto dal forno? Roba da sculacciata in pubblica piazza, se non altro per lo scorno di averci fatto credere di essere davanti a un film italiano davvero «all’americana».

Passata la sbornia Passata la sbornia dell’incipit geniale si torna a volare a quote rasoterra con una caratterizzazione dei protagonisti da testate al muro per la disperazione. Il commissario Corso (il cui nome è un omaggio allo scomparso Corso Salani, attore per Risi in Muro di gomma) è un qualcosa che potrebbe reggere in qualche libro della serie Harmony ma non certo in un film ambientato a Roma, tant’è che l’interpretazione del collega di Corso fatta da Claudio Amendola è assolutamente perfetta,  ricalcando in modo credibile la vita di un poliziotto immerso da una vita in una realtà metropolitana difficile. Altro protagonista caratterizzato in modo del tutto irreale è il barista che assolda Corso…buono per un fumetto di Max Bunker, tipo il Gruppo TNT tanto per intenderci. Luca Argenterio seppur legato alla figura di Corso che, secondo noi, è stata pensata male, dimostra di essere in grandissima forma e la cosa ci fa ancora più rabbia: è come sprecare dell’ottimo vino per fare dell’aceto.

Etereo Su Eva Herzigova non sapremmo bene che dire se non che accanto al Capitan Findus potrebbe vincere un Oscar: la sua espressività da «Cuori di platessa» le varrebbe una statuina e gli applausi di tutta Hollywood. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi no ma con riserve: il film è flebile, etereo, con un avvio fulminante e una prosecuzione da bromuro, però ci sono degli spunti davvero geniali e che andrebbero rivisti con più calma per assaporarne appieno la profondità. Perciò il discorso è semplice: se siete dei cinefili in vena di caccia di piccole perle di ottimo cinema in mezzo a una storia zoppicante comprate il biglietto, questo lavoro di Risi fa al caso vostro. In tutti gli altri casi lasciate perdere, vi annoiereste a morte.

Un film di Marco Risi. Con Luca Argentero, Eva Herzigova, Claudio Amendola, Pippo Delbono, Pietro Ragusa. Thriller, durata 90 min. Italia 2013. 01 Distribution.

Trama: Roma ai nostri giorni. Una metropoli cinica e grigia degli intrighi, gli affari sporchi, le intercettazioni. Le indagini partono da un incidente stradale che coinvolge un ragazzo di sedici anni. Tutto lascia pensare trattarsi di un incidente ma per l’investigatore Corso non ne è così. In più quello stesso giorno viene ritrovato il cadavere di un ingegnere che avrebbe dovuto dare il via all’appalto per un super centro commerciale nei pressi dell’aeroporto. I due fatti sembrano lontanissimi uno dall’altro. Ma così non è….

Perugia
Gherlinda: 18.15 20.25 22.30
Uci Cinemas Perugia: 17.15 20.15 22.20

Foligno
Multisala Clarici: 18.00 20.30 22.30

Terni
The Space: 18.10 20.15 22.25

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One reply on “«Cha cha cha», da Marco Risi piccole perle di ottimo cinema in mezzo a una storia zoppicante”

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