di Enzo Beretta
Il giudice per l’udienza preliminare di Perugia, Simona Di Maria, ha rigettato la richiesta di patteggiamento presentata da Emiliano Volpe, il diciottenne romano accusato di istigazione o aiuto al suicidio in relazione alla morte di Andrea Prospero, il ventenne di Lanciano trovato senza vita il 29 gennaio 2025 in una camera del centro storico del capoluogo umbro. La proposta avanzata dalla difesa e condivisa dalla Procura prevedeva una pena a due anni e mezzo con lavori di pubblica utilità ma il gup l’ha ritenuta bassa rispetto alla gravità dei fatti e non ha ratificato l’accordo. In aula erano presenti l’imputato con i suoi avvocati e la famiglia di Andrea, assistita dai legali Francesco Mangano e Carlo Pacelli.
Famiglia Michele Prospero, padre del giovane, ha espresso soddisfazione per la decisione del giudice: «Noi come familiari siamo soddisfatti, il giudice ha valutato le opposizioni dei nostri avvocati, che sono molto sensate, e ha rimandato al 6 novembre per ‘ritoccare la pena’. Arrivare a una concreta giustizia per Andrea significa elevare la pena, sicuramente, perché questo è ridicolo, la proposta di oggi non era accettabile». Durante l’udienza Volpe ha chiesto scusa alla famiglia ma il padre ha giudicato le sue parole «da schifo». «L’imputato ha detto di aver perso un amico. Perdere un amico a queste condizioni? Non credo che sia un amico», ha aggiunto.
Nuovi video Nel corso dell’udienza, la Procura ha depositato nuovo materiale probatorio, tra cui i file video degli ultimi momenti di vita di Andrea, che – spiega l’avvocato Pacelli – «erano stati ritenuti purtroppo non utilizzabili per ragioni tecniche, ma sono stati invece recuperati e potranno diradare quelle ombre in ordine al fatto della presenza o meno di terzi soggetti all’interno della stanza, nel momento in cui si è verificato questo evento».
PROSPERO: L’ACCUSATO SI COPRE IL VOLTO. VIDEO
Difesa della famiglia L’avvocato Francesco Mangano ha commentato: «Il giudice ha rigettato la richiesta di patteggiamento formulata dall’imputato con il consenso del pm. In questo senso la famiglia è soddisfatta perché il giudice ha accolto tutte le nostre eccezioni, tutte le nostre contestazioni, il nostro grido di dolore e soprattutto la richiesta di giustizia». Mangano ha aggiunto che nel provvedimento di rigetto «il giudice ha anche espresso un parere contrario alla concessione delle attenuanti generiche, accogliendo le nostre osservazioni. Questo ragazzo poteva salvare Andrea, perché Andrea poteva essere salvato se fosse stata chiamata un’ambulanza. Il cadavere poteva essere rinvenuto prima, per consentire ai genitori se non altro un ultimo abbraccio».
Avvocato Pacelli Anche il legale Carlo Pacelli ha parlato di decisione «giusta e coerente». «Il giudice ritenendo la pena inadeguata ha rigettato l’istanza di patteggiamento – ha spiegato –. Non può lenire il dolore dei familiari patteggiare due anni e sei mesi con lavori socialmente utili per un reato così grave. Questo tipo di richiesta non coglie nemmeno il senso rieducativo e riabilitativo della pena, perché in Volpe si sarebbe determinato un atteggiamento di impunità».
Udienza Al termine dell’udienza, Volpe ha lasciato il palazzo di giustizia con il volto coperto dal cappuccio per sottrarsi a fotografi e cameramen. L’udienza è stata rinviata al 6 novembre, quando il giudice dovrà decidere sul prosieguo del procedimento.
