di Gordon Brasco
Amaro amore? Piuttosto dateci una bottiglia di Amarone e faremo finta di non essere mai andati al cinema a vedere questa roba. Opera prima del regista Francesco Henderson Pepe che ignoriamo chi sia e che francamente avremmo tranquillamente fatto a meno di conoscere optando per una serata in osteria (in compagnia dell’Amarone di cui sopra) invece di finire in sala a contorcerci guardando questa storia d’iniziazione erotica ed esistenziale da buttare. Non è tanto la vicenda in se a non funzionare, essendo uno script ipersfruttato e quindi collaudatissimo, ma la sua rappresentazione: il regista si perde prestissimo in un dedalo di immagini, avvenimenti e paesaggi così artefatti da far supporre di assistere a una rappresentazione visionaria piuttosto che a un dramma esistenziale. Nulla di quello che ci viene proposto dal regista serve a immedesimare lo spettatore nelle vicende dei tre protagonisti: tutto è così irreale e improbabile da infastidire, quasi come se le intenzioni fossero più quelle di proporre un esercizio stilistico che un film vero e proprio…non parliamo poi delle scene di sesso…impacciate, riprese con un occhio «da guardone» e intrise di un valore onirico del tutto incomprensibile che non da nulla allo svolgimento dei fatti se non un po’ di tristezza.
Senza chiarezza Forse le intenzioni del regista erano quello di riproporre in chiave più mediterranea una vicenda come quella raccontata da Bernardo Bertolucci con The Dreamers – I sognatori (film del 2003), solo che anche proporre un parallelismo tra i due lavori ci risulta difficile, non solo per i differenti (siderali) valori in campo dei due registi ma soprattutto per la mancanza di chiarezza di questo Amaro amore: cosa ci vuole raccontare, su cosa ci vuole far riflettere? Nel lavoro di Bertolucci era tutto piuttosto chiaro, nel film di Francesco Henderson Pepe siamo invece nel campo delle ipotesi più fantasiose. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi assolutamente no: è una storia confusa, a tratti trasandata sia nelle immagini che nei dialoghi, infarcita di immagini che non c’entrano nulla e che più che aiutare i protagonisti li racchiudono in uno scatolone onirico vuoto e noioso. Da alzata di sopracciglia le scene di sesso, che nelle intenzioni del regista forse dovevano essere una finestra sulle fantasie e i desideri dei protagonisti ma che finiscono per essere dei videoclip da cineamatore per non dire peggio. Avete soldi da buttare? Tirateli dalla finestra, farete felici qualche passante.
Un film di Francesco Henderson Pepe. Con Malik Zidi, Aylin Prandi, Francesco Casisa, Angela Molina, Lavinia Longhi. Drammatico, durata 99 min. Italia 2012. Cinecittà Luce.
Trama: L’inquieto superamento della fragile linea d’ombra della prima giovinezza segna il percorso di tre ragazzi provenienti da mondi diversi che si incontrano nel paradiso magico e ancestrale delle Eolie. Gli amori di André, Camille e Santino finiscono per deflagrare dentro la cornice chiusa dell’isola di Salina, delimitata da un mare che sembra contenere la memoria di leggende, dicerie e pregiudizi atavici. Si staglia in questo scenario di verde e blu, la figura di Assunta, madre mediterranea, appassionata, possessiva e misteriosa.
Perugia
Gherlinda: 17:55 20:10 22:25
Terni
The Space: 18:05 20:15 22:25
