di M.G.P.

C’è anche la realizzazione di ‘Phobos’ tra i progetti approvati dal governo Meloni in occasione dell’ultimo Consiglio dei ministri, riunitosi il 27 giugno scorso. Si tratta dell’impianto eolico composto da 7 aerogeneratori, collocato nei comuni di Castel Giorgio e Orvieto in provincia di Terni. L’esecutivo di Palazzo Chigi ha detto sì anche alle relative opere civili ed elettriche e di interconnessione alla rete nazionale.

Eolico Alfina Una bella doccia fredda per i ‘No Phobos’ che solo poche settimane fa al grido di ‘La Tuscia non è in vendita!’ hanno dato vita al Cat, Coordinamento ambientale della Tuscia; nove associazioni che chiedevano uno «stop all’ondata incontrollata di impattanti progetti ‘green’, come eolico e fotovoltaico». Le pale eoliche prevuste sull’area dell’Alfina sono da 6 mw ciascuna, dalla potenza nominale di 42 mw, alte 200 metri. Gli attivisti del caso attendono ora il provvedimento per valutare eventuali contromosse tese a contrastare la realizzazione dell’impianto. Vale la pena ricordare che, nonostante le ripetute e clamorose proteste, l’iter per l’operazione è arrivato sul tavolo del consiglio dei ministri con una serie di pareri tecnici e istituzionali positivi a fare da nulla osta.

Tuscia «Il Cat – si legge in una nota – esprime viva indignazione per la decisione del Consiglio dei Ministri e preannuncia ogni azione di contrasto all’attuazione del Progetto Phobos per la salvaguardia della Tuscia umbro-laziale. Ritiene in particolare incomprensibile la evidente violazione di norme nazionali, con particolare riferimento alla tutela delle fasce di rispetto stabilite con l’art. 20 del D.Lgs. 199/2021, come pure evidenzia il possibile fumus di incostituzionalità inerente le funzioni del Consiglio dei Ministri previste dall’art. 7 del D.L. 50/2022. Si rivolge infine ai Sindaci del territorio per dare seguito ad iniziative di informazione rivolte alle comunità locali e per adottare atti formali sino a possibili ricorsi presso le sedi opportune contro l’approvazione del progetto Phobos. Seguiranno ulteriori comunicati di commento ai contenuti del provvedimento del Consiglio dei Ministri».