Il Pagellone di Mario Mariano
Il Pagellone di Mario Mariano

di Mario Mariano

Non appena Politano torna quello del girone d’andata e Moscati si ricorda di togliere il freno a mano, il  motore-Perugia torna a ruggire. In più mettiamoci Esposito che velocizza le giocate e il più è fatto, anche se il derby (o ciascuno lo chiami come vuole, visto che nella storia delle due società le partite ufficiali sono state davvero poca cosa)  è  stato tanto altro: autogoal, goal, rigori, sostituzioni invocate ed infine attuale. Insomma, poca noia, tante recriminazioni da parte eugubina e perfino un parapiglia, o meglio un gazzarra assolutamente gratuita (che non può trovare neppure uno strapuntino di tolleranza), che ha visto i dirigenti del Perugia vittima del teppismo più bieco. Le forze dell’ordine appureranno i fatti ed accerteranno se oltre a chi materialmente ha commesso atti di violenza nei confronti del responsabile del marketing Stefano Politelli e ad uno steward che accompagnava Santopadre e Moneti, anche lui ferito al volto, ci siano altri responsabili. La delusione per un risultato sportivo non può in nessun modo tradursi in violenza: Fioriti ed i suoi collaboratori pur affaccendati nel dipanare la matassa della crisi, hanno l’obbligo di accertare le responsabilità, condannare il grave episodio, ed ovviamente risarcire i danni a chi sarà costretto ad una inattività lavorativa.

LA CRONACA DEL MATCH

Parliamo di calcio Lasciando i calci e le spinte e tornando a parlare di calcio, il potenziale del Perugia  ha dimostrato concretamente di valere molto di più di quello eugubino, anche se a spianare la strada  del successo ha influito l’autorete di  Galabinov. Ma è chiaro che il tasso tecnico delle due squadre è sembrato differente, così come il numero delle occasioni da rete, la capacità di tenere il campo. Camplone stavolta si è deciso a sfruttare anche la terza sostituzione proprio sul filo di lana, senza che Sottil se ne dolesse, come invece aveva fatto Cuoghi contro il Viareggio, e speriamo abbiamo compreso il tecnico la importanza  incidere sull’esito della partita proprio attingendo dalla panchina (il Fabinho sostituito da Rantier è li a dimostrare la nostra tesi e non solo la nostra).

I mille Nel calcio ha sempre ragione chi vince e Camplone dovrà condividere questo successo con tutti, squadra, staff e società. Perfino Goretti ha titolo a farsi assegnare un po’ dei meriti, perché era andato giù con la mannaia ad inizio di settimana, lui da poco arrivato, lui che è stato anche compagno di squadra di qualche protagonista di queste stagioni, lui che si è ritirato dal calcio dopo aver compreso che le energie non lo assistevano più neppure ai livelli  di serie D. Per una settimana insomma ciascuno ha fatto la propria parte: come si direbbe in una partita di bocce c’ è stato  chi ha  picchiato e chi accostato. In attesa che anche il «Curi»  torni ad essere  il campo amico dei bei tempi andati, come  è giusto che sia per chi ha ambizioni, un plauso ai mille del Barbetti: trasferta agevole si dirà, ma il numero della pattuglia è da record se si considera l’aumento del prezzo del biglietto del 50% e la delusione contro l’ultima della classe evidentemente  metabolizzata alla svelta.

Koprivec: Se è vero che una squadra ambiziosa deve avere un buon attaccante ed un eccellente guardiano, si può dire che una delle regole più vecchie del calcio ha trovato applicazione anche questa volta. Decisivo in almeno tre circostanze , incolpevole sui due goal. Insomma una garanzia. Voto: 7.5

Cangi: Si applica, senza distrazioni evidenti, si sgancia  con sincronismi che adesso hanno bisogno di una conferma nelle partite tra le mura amiche. Al pronti-via è tra quelli che danno subito l’impressione all’avversario che non c’è trippa per gatti. Voto: 6.5

Cacioli: C’è da stringere i denti nella ripresa, ma non è questo che lo preoccupa,  meno irruento di altre volte. Montare la guardia a Galabinov e Caccavallo non è l’impresa più difficile del campionato, ma riuscirci limitando i danni non è cosa di poco conto. Voto: 6+

Russo: Guerriero sempre, riscatta in buona parte la maldestra disposizione di domenica contro il Barletta sul goal decisivo. Voto: 6

Liviero: Soldato diligente, che  sa farsi valere anche quando l’avversario prova a superarlo: la scuola juventina c’è e si vede  anche nei momenti più difficili. Voto: 6

Moscati: Tutta una altra musica rispetto a domenica scorsa, a tutto campo, in aiuto a tutti, uno strapotere atletico che alla lunga fa la differenza. Voto: 7 (8’st Di Tacchio : un cambio tattico che fa onore a Camplone. Voto: ng)

Nicco: Peso ed esperienza alla fine fanno la differenza. Di lui colpisce che sa entrare in partita alla svelta nonostante il lungo stop, segno che l’attesa ne ha rafforzato il carattere e la voglia di recuperare il terreno perduto. Accusa qualche pausa, perché il ritmo a volte è troppo alto per lui, ma ritrova la posizione giusta quando il Gubbio spinge nella ripresa. Prima o poi troverà il gol dalla distanza perché sa calciare con forza ed inquadrare la porta. Voto: 6,5 

Esposito: Forse ha  riflettuto in settimana che l’aria per lui si era fatta pesante e, di conseguenza, ha sveltito la manovra, giocando con la testa sgombra. Nessuno gli chiede di dover vincere le partite da solo. Il piede c’è, il campo bagnato può averlo agevolato. Voto: 6.5

Politano: Partire con il vantaggio di un goal al primo affondo è possibile solo per una giocata straordinaria, e lui in quella punizione ci mette tanto di quel veleno che se il pallone non lo mette dentro Galabinov, va ad incocciare su Nicco. Dopo un paio di turni a scartamento ridotto, sembra aver ritrovato lo splendore del girone d’andata. Cala alla distanza, ma  resta tanta quantità e altrettanta qualità. Voto: 7

Ciofani: Professionista in tutto anche nel mettere da parte quella ipocrisia che vuole gli ex non esultare dopo una rete. Gubbio per lui è il passato e fa bene a gioire sotto la curva dei suoi  tifosi. Non è certo l’emozione a tradirlo, quanto la marcatura cui viene sottoposto. Voto: 6+ (dal 21 st Tozzi Borsoi:  fa la sua parte e questo accrescere il rammarico per il mancato utilizzo domenica contro il Barletta. Voto: 6)

Fabinho: Che non avesse la gamba per i 90 minuti lo si sosteneva dai tempi del suo arrivo, ma nella prima parte è tra i più incisivi, combattente anche a discapito del numero. Avvicendato non tanto per demerito quanto per  dare alle ripartenze incisività ed immediatezza.  Ha il merito di guadagnare il rigore, con tenacia quasi obbliga  l’avversario a commettere fallo. Voto: 6.5 (36’ st: Rantier: Tanto indisponente e sfasato contro il Barletta quanto efficace nella manciata di minuti che resta in campo. Goal da cineteca e comunque goal che salva la panchina di chi da ora in avanti saprà far fruttare al meglio i cambi. Che non sono solo botte di fortuna, ma opportunità. Voto: 7)

Camplone: Ha fatto parlare i fatti e quelli gli hanno dato ragione. Di chi i meriti? Anche suoi, non vi è dubbio alcuno, le sostituzioni azzeccate e magari ritardate stavolta gli hanno permesso di vincere la partita. A questo va aggiunto il comportamento sottotono in settimana, forse concordato con Goretti e i dirigenti. Voto: 6.5

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