di Francesca Mancosu
«Non chiediamo uno spazio per farci votare, ma vorremmo riportare l’attenzione sulle elezioni studentesche che si terranno il 24 e 25 settembre, visto che non ne parla più nessuno». A dirlo è Gianlorenzo Golino, studente universitario di Medicina e vicepresidente della lista ‘LiberaMente per il polo di Terni’, una delle candidate al prossimo rinnovo delle rappresentanze studentesche, insieme a Udu-Sinistra universitaria, Narni Universitaria, Idee in movimento e Rinascita universitaria.
Gli studenti «Dopo il rinvio delle elezioni deciso dal Tar lo scorso maggio su istanza dell’Udu-Sinistra universitaria, che si era vista escludere, insieme ad Alleanza universitaria (vicina al Pdl) la maggior parte delle liste – racconta Golino – è sceso il silenzio sull’ateneo di Terni. E visto che le votazioni si terranno la prossima settimana, quando ancora la maggior parte degli studenti non saranno tornati a Terni (le lezioni iniziano ufficialmente i primi di ottobre, ndr), rischiamo di perdere una grossa occasione per dire la nostra sul futuro dell’università. Siamo consapevoli che purtroppo questa era l’unica data possibile, visto che ad ottobre ci saranno le elezioni per il rettore, che dovrà essere nominato entro la fine del prossimo mese».
Quale futuro? I problemi sul piatto sono sempre quelli: la riapertura della mensa della facoltà di ingegneria di Pentima (chiusa dallo scorso maggio), la mancata nascita di un ospedale universitario, la difficoltà di seguire i consigli di laurea, che si tengono sempre a Perugia, e soprattutto il naufragio del polo universitario ternano, ormai ridotto a circa 1600 iscritti divisi fra Medicina e infermieristica, Ingegneria, Scienze dell’investigazione e Scienze politiche, ormai prossima alla disattivazione. «Vorremmo puntare sul consolidamento della mensa dell’ospedale – prosegue Golino – promuovendo i cosiddetti ‘pasti divisi’, che consentirebbero agli studenti di acquistare solo alcune portate (a fianco del menu completo a 5 euro) invece di andare a mangiare al bar, e migliorare la situazione dei borsisti che risiedono nel complesso di San Valentino, dove la mensa interna è costantemente a rischio di un taglio dei rifornimenti».
