di Thomas De Luca*
Abbiamo votato in consiglio comunale, almeno tre atti della maggioranza che davano mandato al sindaco di chiedere impegni al governo per il completamento della Orte-Civitavecchia e per la risoluzione dei problemi energetici, ripetuto decine di volte le medesime problematiche. Ora ci rendiamo conto che la situazione attuale, quella dell’impasse drammatico che stiamo vivendo, è conseguenza della politica malata che ha governato e governa questa città.
I fondi pubblici che la politica avrebbe dovuto impegnare a favore dellinnovazione e della ricerca, a sostegno di siti industriali come l’Ast e il polo chimico, di attività produttive con più di 5000 occupati – cuori pulsanti del nostro territorio – sono stati investiti per attività inutili, dannose per la salute dei cittadini.
Parliamo di opere come gli inceneritori, nello specifico limpianto Printer, avente un regime occupazionale variabile intorno alle 20 unità lavorative, ma con importanti interessi economici e politici di parte.
La società Printer Srl, otteneva dall’anno 2004 allanno 2010, dal Contratto d’area Terni-Narni-Spoleto, la cifra di circa 1,3 milioni di euro per spese ammissibili presso i propri impianti. Ci chiedevamo che fine avessero fatto i soldi destinati alla verticalizzazione dei processi produttivi e alla competitività territoriale ad essi collegati. Ora sappiamo che sono stati spesi anche per gli inceneritori.
Non finisce qui! La stessa società è stata titolare o capofila di progetti di ricerca e sviluppo per nuove tecnologie innovative quali la pirolisi (che oggi viene totalmente abbandonata dal nuovo proprietario, Tozzi Holding SpA) con una richiesta autorizzativa per la sostituzione del forno.
Soldi bruciati, diventati polvere che inquina la nostra città e riempe i nostri polmoni. Soldi che sarebbero dovuti essere investiti per la ricerca sui nuovi materiali, per rimuovere quegli ostacoli che oggi sono diventati il feticcio agitato dall’ad di Ast, Lucia Morselli. Ecco perché abbiamo depositato un’interrogazione al sindaco e alla giunta in data utile per avere risposta nel question time del 20 ottobre.
Chissà quali altri casi sono nascosti sotto al tappeto. Il Patto di territorio prevedeva investimenti per circa 60 milioni di euro, con limpegno di risolvere i problemi dellapprovvigionamento energetico ed a migliorare la dotazione infrastrutturale locale, in cambio della rinuncia della chiusura del magnetico. Il fallimento di quegli obiettivi è causa diretta del nuovo piano industriale Thyssen.
L’occasione prossima dell’area di crisi complessa dovrà essere il banco di prova per un nuovo modo di fare interventi sul territorio, togliendo dalle grinfie degli affaristi della politica la succulenta occasione di una pioggia di danari. Massima trasparenza nella gestione dei fondi e partecipazione di tutti i soggetti nello sviluppo delle proposte di progetto.
Chiediamo che si punti tutto sulle infrastrutture, sulla ricerca dei nuovi materiali, sui processi di produzione a ciclo chiuso con il massimo recupero di materia, sull’innovazione ambientale, sulla biochimica, sulla ‘rifiuti zero’ e sull’idroelettrico.
*Presidente del gruppo del M5S nel consiglio comunale di Terni
