Riccardo Manganello, foto Fabrizio Troccoli

Il sindaco di Città della Pieve scrive a proposito del progetto dell’assistenza sanitaria ospedaliera nel Trasimeno. Ecco il testo integrale della sua nota.

di Riccardo Manganello

La Usl 1 annuncia con enfasi che la riorganizzazione dell’assistenza sanitaria e ospedaliera nel Trasimeno sta per passare alla fase attuativa. L’azienda sanitaria locale parla di progetto “condiviso” con i primi cittadini e con i sindacati. I fatti stanno diversamente. Nella Conferenza dei Sindaci del 18 marzo scorso Città della Pieve non ha votato la proposta regionale e ha presentato una proposta propria, che comprende quella regionale e la arricchisce di significative integrazioni; da allora, non vi sono stati incontri ufficiali, né sono intercorse note tra i Sindaci dell’area, e tantomeno vi è stata una risposta da parte della Regione e della Usl. Intanto, il documento integrativo da me proposto alla Conferenza dei Sindaci è stato approvato all’unanimità dalla giunta comunale di Città della Pieve, rappresentativa di tutte le forze politiche di maggioranza.

In barba alle istanze dei cittadini e delle istituzioni locali, oggi la Usl 1 annuncia l’attuazione di un piano, che si dichiara definito nei dettagli, nel più assoluto silenzio riguardo alle domande espresse dal nostro territorio, queste sì, condivise e ribadite da un’ampia comunità territoriale: Pronto Soccorso h24; Riabilitazione intensiva (così come è scritto nel documento predisposto dalla Regione); servizio di Stroke; servizi di Prevenzione e Diagnostica, come da documento programmatorio regionale che identifica la struttura pievese come sede unica dove concentrare l’intera offerta sanitaria extraospedaliera. Tutto questo resta lettera morta, nella completa disattenzione verso le legittime istanze dei cittadini, a nome dei quali continuo a chiedere pari dignità nel diritto all’accesso alle cure e ai servizi sanitari.

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