di Gianfranco Fattorini*
Chiediamo alla Regione dell’Umbria un fermo e deciso intervento che contrasti il provvedimento del Governo Monti sulle liberalizzazioni nel commercio, normativa dannosa, che non produrrà alcun vantaggio per i consumi e l’occupazione, ma si sostanzierà esclusivamente in una dilagante deregulation.
Con un quadro dove si aggrava la crisi economica, finanziaria ed occupazionale e il potere di acquisto delle famiglie diminuisce drasticamente, una decisone di questo tipo, se non viene contrastata, rischia di aggravare gli effetti e le conseguenze della crisi, producendo un’ulteriore perdita di posti di lavoro a causa della chiusura di piccole imprese che non potranno reggere il peso della concorrenza, se non con un aumento della precarietà, non solo nel commercio, ma in tutta la filiera.
L’idea che con le liberalizzazioni commerciali si favorisce l’aumento dei consumi è mistificatoria, se non un vero e proprio insulto alla nostra identità culturale e alle nostre tradizioni e in particolare al rispetto delle lavoratrici e dei lavoratori.
Nello stesso Documento di Programmazione della Regione Umbria 2012-2014, viene indicata la dimensione e la portata della crisi che investe la nostra stessa Regione e per questo riteniamo che pensare che un provvedimento di questa portata possa concorrere al rilancio dell’economia regionale è non solo è privo di senso, ma del tutto fuorviante rispetto ai problemi veri che bisogna affrontare.
Per queste ragioni rinnoviamo l’invito alla Regione Umbria a convocare urgentemente tutti i soggetti interessati, per assumere tutte le iniziative di contrasto al provvedimento in atto.
Invitiamo inoltre gli stessi Comuni ad evitare scorciatoie ed iniziative di interpretazione della normativa, in quanto riteniamo che la stessa è in netto contrasto con la legge regionale in vigore e le intese precedentemente assunte in tema di programmazione degli orari, delle aperture festive e domenicali, ciò al fine di evitare altrimenti inevitabili conflitti sociali.
*Segreteria Regionale Cgil Umbria

