Una nota diretta all’assessore regionale e vicepresidente Fabio Paparelli sulle politiche attive del lavoro. La scrive Giuliana Renelli, segretaria regionale Cgil Umbria.
Sono ormai giorni che l’assessore regionale Paparelli attraverso gli organi di informazione pubblicizza con grande enfasi il programma “UmbriAttiva” per le politiche attive del lavoro, con una messaggio sul quale, però, riteniamo utile fare un po’ di chiarezza. Il 17 luglio scorso, in un incontro in Regione, ci è stato presentato il “Piano stralcio 2018” delle politiche attive del lavoro per l’Umbria, con un finanziamento pari a 41 milioni di euro. Piano da almeno 2 anni, meglio conosciuto come garanzia giovani, pacchetto giovani, pacchetto adulti e bando Cresco. Intervento peraltro anche un po’ contestato, in quanto basato su misure già proposte in passato e che non avevano dato risultati eclatanti. Ma la risposta della Regione alle perplessità sollevate al tavolo è stata che non si potevano fare interventi innovativi e differenti, in quanto il finanziamento era finalizzato a chiudere la copertura delle azioni per il 2018 e rispondere alle tante persone in lista d’attesa che non avevano potuto accedere al Piano per mancanza di fondi.
Dunque, i finanziamenti – peraltro nel frattempo scesi a 35 milioni di euro da quanto leggiamo sulla stampa – non sono nulla di nuovo, ma la necessaria copertura per garantire la prosecuzione di interventi a scorrimento, rivolti prima di tutto a coloro che erano già iscritti ai Cpi (in lista d’attesa ) e che non avevano potuto usufruire di azioni di politiche attive del lavoro per mancanza di fondi. Insomma, anche se con grande enfasi, si cambia sostanzialmente il nome all’esistente. In tema di novità, invece, sarebbe interessante sapere dall’assessore quando avverrà il vero lancio dell’Arpal Umbria, la nuova agenzia regionale per il lavoro. Quando si procederà al nuovo accreditamento delle agenzie formative? Quando si pubblicheranno i bandi per l’acquisizione di singole competenze? Quando partirà la validazione delle stesse e il libretto elettronico del cittadino? Insomma, quando passeremo dalla politica degli annunci a quella dei fatti? L’Umbria ha bisogno di scelte coraggiose in materia di lavoro, anche al costo di scontentare qualcuno.
Nel corso della giornata Paparelli ha replicato così a Renelli: «Il programma Umbriattiva è stato condiviso all’unanimità a luglio scorso, dopo un ampio processo partecipativo, da Regione Umbria, Parti sociali e Organizzazioni sindacali, che in più occasioni hanno espresso apprezzamento e soddisfazione per il provvedimento e il confronto di merito da cui ha preso spunto. Si precisa che sono state attivate e saranno attivate misure di politiche attive per il lavoro per 32 milioni di euro a cui si aggiungeranno ulteriori risorse per almeno altri 10 milioni di euro per nuovi avvisi di futura emanazione che saranno anche essi oggetto di confronto con il sindacato e le parti sociali. Sorprendono e quindi le parole inesatte, non veritiere e prive di fondamento di Giuliana Renelli diffuse a mezzo stampa dopo che lei stessa ha condiviso il programma a nome della sua organizzazione sindacale. Non consentiremo dunque che le pur legittime posizioni personali, probabilmente frutto di dinamiche di natura congressuale, possano mettere in cattiva luce un programma di politiche attive del lavoro che con le misure rivolte direttamente ai giovani, agli adulti ed ai disoccupati e che, a soli tre giorni dalla sua attivazione, ha già raccolto già 1442 adesioni in tutta l’Umbria. Con Umbriattiva si punta a dare risposte concrete alle criticità del mercato del lavoro sostenendo la buona occupazione anche attraverso misure specifiche che intendono affrontare tematiche rispetto a quelle previste nelle misure in essere e che hanno a che fare che fare con i temi del reimpiego dei lavoratori coinvolti in crisi aziendali o occupazionali, da una parte, e, dall’altra, il sostegno alle imprese che sviluppano incrementi occupazionali».
